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Il preparatore atletico Carlo Simonelli 

«Tre settimane di preparazione per scongiurare infortuni»

ANDREA MUNARI
«Tre settimane di preparazione per scongiurare infortuni»

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l’intervista

ANDREA MUNARI

Reggio e la Reggiana sono rimasti nel cuore di Carlo Simonelli, preparatore atletico granata nelle stagioni 2014-15 e 2015-16, quando in panchina sedeva Alberto Colombo: “A Reggio ho conosciuto mia moglie”. Docente dell’Università dell’Insubria e preparatore atletico del Lecco, sabato 1 maggio sarà il moderatore del primo convegno online da lui ideato sulla tematica della performance in ambito calcistico e negli sport di squadra.

«Interverranno esperti mondiali sul tema. Ci saranno preparatori atletici, ricercatori e allenatori che faranno interventi in streaming. Sarà una bellissima possibilità di confronto sui metodi di lavori sviluppati da professionisti in ogni parte del mondo. E’ la prima volta che in Italia viene fatta una cosa del genere, in più gratuitamente».

Il 18 maggio riprenderanno gli allenamenti, ma i campionati?

«Dopo una sosta così lunga servirà attenzione per scongiurare infortuni. Leggevo nei giorni scorsi un documento su un periodo di sosta che c’è stato alcuni anni fa tra la preparazione estiva e l’inizio di una stagione del campionato di football americano) che aveva causato tantissimi infortuni al tendine d’Achille. Si dovrà prestare molta attenzione».

Quali sono i maggiori rischi?

«Sicuramente a livello tendineo e muscolare, perché lo sforzo che viene richiesto sul campo è completamente diverso da quello che si è fatto a casa, considerando anche che chi non ha un giardino ha lavorato con poca mobilità». Se si tornerà in campo come farà lavorare i suoi giocatori?

«Dovrà essere una ripresa graduale, perché anche il mantenimento della forza muscolare fatto in questo periodo è stato sicuramente diverso. Penso solamente ai portieri, abituati a sollevare tanti chili in palestra che si sono dovuti accontentare di quello che avevano a casa». Quanto tempo potrebbe servire per disputare le partite?

«Credo servano tre settimane per portare i giocatori a un livello tale per limitare i rischi».

A Reggio è rimasto in contatto con qualcuno?

«Con tutte le persone che hanno lavorato alla Reggiana in quegli anni e con i preparatori atletici del settore giovanile». —

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