Campagna: «Il calcio ci sta frenando Vogliono giocare noi solo nuotare»
Parla il ct della Nazionale di pallanuoto Fermi atleti che bruciano 800 calorie l’ora
L’intervista
Tenere fermi per due mesi atleti che pesano più di 80 chili e sono abituati a bruciare più di 800 calorie per ogni ora di gioco è come ingolfare un motore. Sandro Campagna, ct della nazionale di pallanuoto campione del mondo, ha fretta di liberare la potenza del Settebello in acqua: «Non so come li ritroverò».
Squadre ferme anche dopo il 4 maggio, come l’ha presa?
«Demoralizzato dall’idea che sia una decisione in ottica calcio. Loro vogliono giocare e quindi vengono frenati, noi vogliamo solo allenarci, ma siamo in coda a loro».
Nessuna possibilità di riprendere il campionato?
«I presidenti non ce la fanno a sostenere i costi di questo limbo. Senza pubblico e sponsor per noi, come per volley, basket, rugby vuol dire senza budget. Non possiamo permetterci di finire i tornei e il calcio non si può permettere di lasciarli in sospeso. Chi vive sui diritti tv segue logiche opposte alle nostre, per questo trattarci allo stesso modo è assurdo. Siamo frenati dal pallone».
Il calcio dovrebbe fermarsi?
«Hanno diritto di provare a ripartire. Ci sono le pressioni degli albergatori, dei parrucchieri, della Cei, perché ci stupiamo se il calcio si batte per gli stessi motivi? È un’azienda, muove tanti interessi. No, non do la colpa a loro, solo chiedo lasciateli andare per la loro strada, con protocolli disegnati su misura. I loro rischi non sono i nostri».
Anche voi ne avreste.
«Andranno gestiti, certo, ma pure il protocollo disegnato dai medici del Coni se lo può permettere solo il pallone. Cinquanta tamponi ogni quattro giorni? Non ci sono risorse».
Disegni il migliore degli scenari possibili per i suoi.
«Tornare a nuotare, poi chiuderci tre mesi al centro di Ostia, in ritiro permanente per ricostruire fisico, testa e non so con che motivazioni senza una partita a breve. Non so neppure se il prossimo campionato si farà, quanti impianti riusciranno a restare vivi. Mantenere le piscine senza introiti è impossibile, costa molto più di un campo di calcio. Da noi l’élite non sta in piedi se non riparte l’attività di base».
Ora però si muoveranno solo gli atleti di interesse nazionale.
«Quindi apriamo Ostia per noi, Savona per il sincro, Bolzano per i tuffi, più una piscina per ogni nuotatore. Senza incassi, con costi altissimi. Non può funzionare: da giugno mi auguro che, con norme rigorose, il pubblico possa tornare in piscina, almeno i bambini. A turno. Il cloro è pure un disinfettante».
Teme che delle società si perderanno per strada?
«Spero di no, ma credo di sì e se sono più del 20 per cento, tutto il nuoto verrà travolto».
Ha sentito gli altri ct azzurri?
«Condividiamo la stessa amarezza, con basket e volley ho confronti frequenti. Dobbiamo far sgasare le macchine, dopo il lockdown il rischio infortuni sarà altissimo».
Come funziona l’allenamento a distanza?
«Facciamo sessioni su Youtube, aperte. Ogni settimana mando una partita e la squadra la analizza, controlliamo il peso sulla fiducia. È dura per ragazzi abituati a bruciare un numero di calorie massiccio. Oltre a molte sedute psicologiche. L’ansia è il vero punto critico».
Depressione?
«I ragazzi dormono poco e male. I vecchietti si chiedono se riusciranno a superare questa fase, anche se poi loro al primo decreto sono corsi in palestra a prendere pesi e bilancieri. I giovani no. C’è ci sta in isolamento brutale, gente di Napoli bloccata a Busto Arsizio. Almeno il 4 maggio rientreranno e qualcuno potrà iniziare a nuotare in mare».
Esiste ancora la possibilità di un rientro di Tempesti a 40 anni? Federica Pellegrini lo vorrebbe portabandiera.
«Idea romantica e io sulle scelte sono un cinico, se ci sarà significa che mi avrà convinto. Altrimenti resterà fuori come ora. Non lo chiamo solo per alzare la bandiera».
I vostri rivali si allenano?
«In Grecia riparte il campionato, gli slavi stanno a piscine aperte o quasi, la Spagna va in collegiale a Barcellona. Ho detto al Coni che siamo penalizzati e se vogliono la medaglia alle Olimpiadi dovranno investire. Soldi e logistica, mai come oggi preparazione olimpica ha un significato solenne». —
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