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La conferenza dei medici sportivi 

Manzotti: «Oggi poche squadre potrebbero rispettare le norme»

LUIGI COCCONCELLI
Manzotti: «Oggi poche squadre potrebbero rispettare le norme»

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il retroscena

LUIGI COCCONCELLI

Come volevasi dimostrare. La ripresa della serie C si allontana. La conferenza dei medici sociali delle 60 società, convocata per martedì dal presidente Ghirelli alla presenza del consulente Francesco Bracconaro, è giunta alla conclusione che era facilmente prevedibile.

Il protocollo messo a punto dalla commissione medico- scientifico della federazione è di difficile se non impossibile applicazione per la serie C. Sotto diversi profili, medIco- scientifico, giuridici ed economici. La conferenza, a cui per la Reggiana ha partecipato il dottor Massimo Manzotti, è stata interlocutoria, ha avanzato dubbi e perplessità sulla fattibilità sanitaria ed economica del protocollo, proposto osservazioni che ora dovranno essere esaminate, e, dopo la stesura di un nuovo protocollo, si tornerà a riunire.

«La voglia - ci ha detto Manzotti - è di tornare a giocare, anche se non si è parlato di date per una riprea. Al momento sono troppe le controindicazioni, troppe le barriere ostative. A partire dal fatto che il calcio è uno sport di contatto, in cui è impossibile mantenere le distanze sociali. Scoglio insormontabile a parte quali altre perplessità sono emerse?

«Per ripartire - dice il medico socialie granata - bisognerebbe tenere i giocatori in ritiro per un mese, con tutta una serie di precauzioni e accorgimenti per quanto riguarda la sanificazione degli ambienti e l’alimentazione, che oggi non mi paiono a lla portata di tutte le società di serie C».

Altro problema sollevato è l’elevato numero di tamponi occorrenti per tenere sotto controllo la situazione in ciascuna squadra. «Dovrebbe - si chiede Manzotti- provvedervi la struttura pubblica? Che si fa? si sacrificano operatori e personale medico o delle Rsa per gli sportivi?».

Infine, altro aspetto che preoccupa non poco i medici delle squadre di calcio, il problema delle responsabilità penale: l’Inail ha riconosciuto il Coronavirus come malattia funzionale, e la cosa mette in capo al medico sociale l’obbligo di provvedere a controllare la salute degli atleti, fermare qualcuno se ha la febbre, di assumersi la responsabilità, ma chi risponde per gli altri attori secondari che ruotano attorno al calcio ed alla partita. «Il medico sportivo risponde- taglia corto Manzotti- solo per i tesserati». —

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