«Se si riparte, a giugno campi estivi gratis»
Poi Paolo Codeluppi lancia l’allarme: «Per l’attività agonistica abbiamo bisogno urgente di impianti nuovi»
REGGIO EMILIA
Paolo Codeluppi è il presidente dell'Atletica Reggio la società reggiana nata nel 1976 che da sempre ha ottenuto risultati straordinari a livello nazionale e internazionale. Negli ultimi anni la società si è ristrutturata per poter coprire tutti i settori dell' atletica leggera, in quanto svolge regolare attività di Trail, Fit-running, Trekking e Nordic Walking, attualmente operiamo nelle aree di Reggio Emilia, Montecchio Emilia e nella Val d’Enza; 234 atleti gareggiano a livello Fidal, 168 sono i tesserati Uisp, 166 quelli Csi e 14 sono invece i tesserati Fisky, la federazione Sky Running.
Presidente pensa che la stagione sia compromessa? Quali danni arrecherà al movimento ?
«Dal punto di vista sportivo ed agonistico, la pandemia che ci ha colpiti non ha favorito gli uni rispetto agli altri e penso che il ritorno alle competizioni ci vedrà ugualmente livellati come un tempo. La sosta forzata ci ha dato modo di capire l’importanza della preparazione alternativa, sia dal punto di vista tecnico sia psicologico, uno stop momentaneo è ben poca cosa rispetto a ciò che stiamo affrontando; sarà un momento di riflessione importante che ci vedrà nuovamente in pista, mi auguro, con più umiltà e valori rafforzati».
Cosa avete pensato in vista della ripresa dell’attività?
«Per minimizzare l’impatto economico che questa epidemia avrà sulle famiglie, stiamo studiando la fattibilità di offrire gratuitamente i campi estivi fino a fine luglio per tutti i ragazzi iscritti alla società».
Bella idea, sempre che sia possibile allestire questi momenti di socialità...
«Certo, tutto dipenderà dalle decisioni del governo, ma noi, nel caso ci fosse il via libera vorremmo farci trovare pronti. Per noi di Atletica Reggio sarà un impegno importante che riusciremo ad onorare anche grazie a Molino Denti, nostro nuovo sponsor e col quale abbiamo preparato un progetto, per le scuole primarie, di sensibilizzazione alimentare sul corretto utilizzo delle farine nell’alimentazione degli sportivi».
Un impegno, il vostro, che va oltre il risultato sportivo...
«Ne siamo convinti da sempre: pensiamo che una società non si debba limitare ad allenare e preparare sportivamente gli atleti bensì abbia il compito, in sinergia col sistema scolastico e con la famiglia, di formare i giovani aiutandoli a crescere».
Fare atletica a Reggio significa anche fare i conti con carenze strutturali gravi: il Camparada è vecchio e andrebbe delocalizzato e manca ancora oggi un impianto indoor...
«Questo è un argomento dolente per tutta l’atletica reggiana, Atletica Reggio è la società reggiana che più di ogni altra negli sport reggiani ha portato atleti in nazionale; è un peccato che non esista un impianto indoor per favorire lo sviluppo della disciplina durante la stagione invernale. Quest’anno, ad esempio, non si è potuto praticare il salto con l’asta poiché i locali messi a disposizione dal Comune non rispondevano alle normative di sicurezza, immagino che esistano tante priorità nel gestire le esigenze di una comunità, ma non dobbiamo dimenticare che lo sport è cultura, è consapevolezza e un valido antidoto all’involuzione dei valori cui si assiste giorno per giorno».
Per la verità, qualche progetto c’è...
«Nel giro di qualche anno prenderà forma il nuovo polo sportivo su una grande area, adiacente il polo universitario del S.Lazzaro; con questa nuova realizzazione, Reggio Emilia potrà tornare grande come quando, 50 anni fa, ospitava nel campo di via Melato, atleti internazionali e campioni olimpici. Poi da tempo si parla di una nuova struttura indoor in via Gioia e ci auguriamo che si riesca a trovare un punto d’incontro affinché il progetto arrivi a compimento». —
A.S.
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