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Sasà Greco, quaranta anni con furore «Giocherò finché sarò competitivo»

n.r.
Sasà Greco, quaranta anni con furore «Giocherò finché sarò competitivo»

Festa in famiglia per il bomber dell’Arcetana che scelse di non approdare mai al mondo professionistico

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reggio emilia

Quaranta candeline per uno dei giocatori-simbolo del calcio dilettantistico reggiano: la ricorrenza riguarda Salvatore “Sasà” Greco.

Nato il 27 aprile 1980 a Cariati, in provincia di Cosenza, lui vive da tempo a Formigine: tuttavia il navigato bomber ha giocato per parecchie stagioni nei ranghi di squadre reggiane, e attualmente è in forza all’Arcetana in Eccellenza.

«Avrei voluto una grande festa, ma per ovvi motivi non è stato possibile - spiega -. Ringrazio comunque mia moglie Monica, che mi ha preparato un’eccellente cena a base di pesce. Inoltre in questi giorni ho ricevuto tantissimi messaggi di auguri, e ringrazio tutti coloro che li hanno inviati».

LA FORMULA VINCENTE

Greco illustra poi la formula vincente che gli sta permettendo di restare sulla breccia così a lungo.

«Sono stati aiutato da predisposizione naturale verso il calcio, e da una buona condizione fisica generale - spiega -servono però anche altre caratteristiche: nel mio caso, dopo una intensa giornata di lavoro, sono sempre riuscito a trovare quella forza di volontà necessaria per allenarmi la sera al 100%. Dunque bisogna essere pronti a fare sacrifici, perché le gratificazioni non sono mai regalate».

TRIONFI E DELUSIONI

I 40 anni di Sasà Greco sono pure l’occasione per ripercorrere alcuni episodi salienti della carriera.

«Le soddisfazioni sportive sono state molte, ma mi piace porre l’accento su due periodi divertenti. Mi riferisco all’esperienza con la Pavullese in Eccellenza, nel 2003/04 e poi di nuovo dal 2006 al 2008: poi il percorso con la Bagnolese, dal 2009 al 2012. Nella primavera 2010 è arrivata una memorabile promozione in D, categoria che ho disputato con la maglia rossoblù nelle due stagioni successive».

D’altronde c’è anche l’amarezza di Campagnola, legata a una retrocessione che brucia ancora: «Un anno fa, stavamo per ottenere una meritata salvezza in Eccellenza, ma la Rosselli Mutina ci ha battuti nel play out con un gol nei minuti finali. Inoltre nella seconda parte della stagione in rosanero ho avuto problemi fisici, che mi hanno impedito di dare il contributo che speravo».

La grande efficacia offensiva avrebbe potuto spalancare a Greco le porte del professionismo.

«Non sono mai andato oltre la serie D, per una scelta precisa di cui non mi pento. Innanzitutto non volevo stravolgere la mia vita, facendo diventare il calcio la mia unica professione: inoltre, dai Pro non ho mai ricevuto un'offerta che reputassi convincente fino in fondo».

LE PROSPETTIVE

In chiave futura, Greco rilancia le proprie carte.

«C'è chi annuncia di volersi ritirare a un’età precisa, ma io ritengo che non siano affermazioni credibili. Finché si riesce a essere competitivi, penso che sia naturale continuare a giocare: nel mio caso il fisico e la mentalità continuano a supportarmi, e dunque proseguirò fin quando sarà così».

A 40 anni Sasà guarda quindi alla prossima stagione: «Per come la vedo io, la stagione 2019/20 è di fatto chiusa qui. Tornare in campo a giugno o luglio comporterebbe gravi problemi di sicurezza sanitaria: un pericolo che riguarderebbe in primo luogo i giocatori in campo. Per il resto, ad Arceto mi sono trovato davvero benissimo: gli accordi in vista dell’annata 2020/21 restano ovviamente tutti da definire, ma la mia intenzione è quella di rimanere in biancoverde». —

n.r.

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