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«Il mio lockdown a New Orleans»

Massimo Sesena
«Il mio lockdown a New Orleans»

L’astro reggiano della Nba Nicolò Melli in diretta facebook con il Csi: «Mi mancano i cappelletti»

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REGGIO EMILIA

La lezione di cui abbiamo bisogno arriva dagli States, ma a firmarla - sia detto con orgoglio - è un ragazzo reggiano. Che ha fatto tanta strada sì, ma che anche adesso si tiene ben stretta la propria schiettezza. Nicolò Melli ha letteralmente regalato un’ora di grande web al Csi reggiano, che con Samuele Adani e Givanni Codazzi aveva pensato al cestista reggiano passato alla Nba per la terza puntata di Csi Live, l’ormai periodico appuntamento social del Centro Sportivo reggiano.

Una terza puntata che è letteralmente volata, grazie alla simpatia e alla disponibilità di Nicolò che senza salire in cattedra, dicevamo, ci ha dato una lezione in questo tempo di pandemia.

L’ha data a tutti coloro che oggi sostengono, ad esempio, che lo sport di alto livello debba ripartire al più presto. «Tutti - ha detto - abbiamo voglia di tornare alla normalità, ma se ciò deve avvenire a scapito di altre realtà meno fortunate della nostra, allora non va bene. Se gli ospedali sono al collasso, se non ci sono tamponi per tutti, ritengo sarebbe inaccettabile che noi fossimo dei privilegiati».

Cautela, insomma, perché «Anche se qui a New Orleans la situazione è meno pesante che altrove, abbiamo visto tutti quello che ha fatto questo virus. E credo anche che, se dovessimo riprendere a giocare il primo obiettivo debba essere quello della tutela della salute. E andrebbe trovata certamente una formula per finire questa stagione. Insomma, non invidio proprio chi dovrà prendere questo genere di decisioni».

Che dall’altra parte dell’Oceano ci sia uno dei figli migliori della nostra terra appare chiaro già attorno al minuto 6 della diretta Facebook organizzata dal Csi reggiano, quando Adani gli fa notare come “stanno già arrivando quesiti molto tecnici per te, Nicolò” mentre sullo schermo in sovrimpressione appare il commento di uno dei partecipanti alla diretta che chiede a Melli quanti tortelli con il ragù abbia mangiato in questo periodo.

«Ecco - sottolinea un Melli decisamente pronto allo scherzo - questa sì che è davvero una domanda tecnica. In effetti per trovare qualche specialità della mia regione devo qualche volta uscire dalla provincia e siccome non trovo i cappelletti, devo accontentarmi dei tortellini. Ma come si dice a Reggio, piutost che gnint, l’è ’dmei piutost».

Invero, la cosa che fa più piacere è vedere che questo ragazzo non è cambiato rispetto a quello che, poco più che adolescente partì da Reggio per Milano e poi al Fenerbahce passando per i campioni di Germania del Brose Bamberg, fino ad arrivare all’Nba. E così si finisce a parlare del suo nuovo compagno di squadra, l’astro nascente dell’Nba Zion Williamson, per il quale Melli preconizza una grande carriera e anche dell’allenatore a cui probabilmente la guardia reggiana è più legato, ovvero il coach serbo Zelik Obradovic: «In due anni - rivela Melli - ci avrò parlato cinque volte, ma poi è venuto al mio matrimonio e questo è un gesto che porterò sempre nel cuore». —





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