Gazzetta di Reggio

Sport

il sassuolo brucia tutti 

Primi allenamenti in serie A Le Regioni avanti in ordine sparso

Stefano Scacchi

2 MINUTI DI LETTURA





milano

La carica dei governatori regionali rimette in moto la Serie A. Dopo Emilia Romagna e Campania, anche Toscana, Lazio e Lombardia potrebbero autorizzare gli allenamenti individuali da domani. È il provvedimento invocato dall’Aic per scongiurare il controsenso di vedere Immobile o Lukaku correre in un parco pubblico: «Sono decisioni in linea con le nostre richieste», dice il vicepresidente Umberto Calcagno.

SASSUOLO CAPOFILA

I primi a riprendere saranno i giocatori del Sassuolo, già sicuri del via libera della giunta emiliana. Il club neroverde ha dato appuntamento a Berardi e compagni per domani al Mapei Football Center (il Bologna lo farà da martedì, Parma e Spal prendono tempo). Le sedute saranno facoltative. I giocatori del Sassuolo si alleneranno in sei all’ora, divisi su tre campi, uno per ogni metà del prato. Ci saranno solo gli atleti e un presidio medico, nessun componente dello staff tecnico. E saranno chiusi palestre, spogliatoi e uffici. Modalità che potrebbero essere seguite dalle altre squadre.

INTER E JUVE

Se arriverà il semaforo verde di Attilio Fontana (ieri il primo atto formale, la richiesta di chiarimenti al governo) l’Inter martedì riaprirà la Pinetina ai suoi calciatori. E domani potrebbe cominciare a effettuare i test fisici e medici. Resta fermo il Piemonte. La Juve non ha ancora richiamato i giocatori all’estero.

IL LAZIO E IL PROTOCOLLO

Significativa politicamente l’iniziativa del Lazio, guidato da Nicola Zingaretti, leader di uno dei due partiti della coalizione di governo. Ormai è evidente la doppia velocità sul calcio tra Pd e 5 Stelle. Il Movimento ha ancora in mano la carta del protocollo medico che dovrà essere valutato dal ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Il confronto con il Comitato tecnico scientifico potrebbe esserci già oggi. Ma la Figc, fino a ieri sera, non aveva ricevuto la convocazione. Il protocollo è decisivo per passare alla seconda fase, quella degli allenamenti collettivi dal 18 maggio, quando sarà determinante stabilire il profilo delle responsabilità giuridiche in caso di contagi. Non è escluso che oggi il governo intervenga per armonizzare su scala nazionale le posizioni delle varie regioni.

LE TV NON PAGANO

Nel frattempo le pay-tv ieri non hanno saldato l’ultima rata di maggio-giugno. Ma non è ancora automatica la causa della Serie A. Se il campionato ripartirà troppo tardi, a saltare potrebbe essere la Coppa Italia (restano da giocare le semifinali di ritorno Juve-Milan e Napoli-Inter e la finale). Ma ora sarebbe già un passo avanti ripartire con le sedute individuali per tutti. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google