Senza direttive sanitarie, la Regia resta ai box
La società granata orientata a ignorare l’ordinanza regionale, anche perché il Comune non aprirà gli impianti
REGGIO EMILIA
Quello che per molti, in Emilia Romagna e non solo, assomiglierà a un autentico D-day, per la Reggiana di Max Alvini sarà ancora un giorno come un altro, l’ennesimo lunedì orfano della domenica da attaccare al successivo martedì privo di novità. E questo non solo per un prevedibile ingorgo di ordinanze che rende particolarmente caotica la famigerata fase 2 e non soltanto in Emilia Romagna.
Soltanto qualche giorno fa, alla Gazzetta, il presidente della Reggiana Luca Quintavalli si era mostrato a dir poco dubbioso circa la possibilità di una ripresa degli allenamenti da parte della Reggiana. «Dobbiamo ancora capire quali protocolli sanitari dovranno essere adottati - aveva detto il massimo dirigente granata - Sono quelli di cui si parla da giorni? Se è così la vedo molto dura persino per qualche squadra di serie A, figuriamoci per B e C».
Così, ecco che risulta una sorta di pistola scarica - quantomeno nel caso di cui stiamo parlando -l’ordinanza regionale firmata negli ultimi giorni dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini che mirava a far ripartire, tra le altre cose, anche lo sport e non solo quello fai-da-te, ma anche quello dilettantistico e financo quello professionistico. In teoria, sicuramente dal 18 maggio, ma fors’anche da domani, giorno di grazia 4 maggio 2020, le formazioni professionistiche di calcio - dalla serie A alla serie C - avrebbero la possibilità di svolgere non meglio specificati allenamenti individuali in centri sportivi chiusi al pubblico. A Reggio tuttavia, questo non è possibile, dal momento che gli impianti sportivi di pertinenza comunale restano chiusi.
E tra gli impianti sportivi che non apriranno lunedì vi è quasi certamente anche l’ex Sporting di Cavazzoli, la struttura scelta quest’inverno dopo mille peripezie dalla Reggiana per gli allenamenti. Un altro motivo - fisico - che fa dire che gli allenamenti di Andrea Costa e compagni non riprenderanno a breve. È questo adottato dalla società granata un comportamento attendista che è certamente figlio della grande incertezza che avvolge tutto il tema di una ripresa dei campionati. I granata non sembrano essere nell’adozione di questa strategia. Lo stesso Parma calcio ha fatto sapere che l’attività della prima squadra non riprenderà almeno fino a quando non si conosceranno nel dettaglio i protocolli sanitari da adottare. —
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