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lo sport appeso a un filo 

«È vero, tra Pieve, Cella e Cadè c’è bisogno di nuovi impianti»

Nicolò Valli ; N.V.
«È vero, tra Pieve, Cella e Cadè c’è bisogno di nuovi impianti»

L’assessore Raffaella Curioni replica alle critiche arrivate al Comune dai dirigenti della Virtus Libertas «In vista di settembre stiamo pensando a una nuova ripartenza per le attività all’aperto»

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Nicolò Valli

REGGIO EMILIA

«Antonio Algeri dice una cosa vera: Cella e Cadè rientrano tra le aree cittadine alla quale dovremo mettere mano per quanto riguarda l’impiantistica sportiva, fermo restando che poi la gestione passa attraverso un bando pubblico».

Raffaella Curioni, assessore allo sport del Comune di Reggio Emilia, risponde così alla richiesta del dirigente della Virtus Libertas che ieri da queste colonne auspicava in un rilancio dell’area Ovest della città dal punto di vista delle dotazioni infrastrutturali dello sport.

«Stiamo costruendo il piano urbanistico generale che traccerà una mappatura delle aree che hanno più bisogno di manutenzione e ristrutturazione, e la nostra idea è quella di dare il via anche alla progettazione di nuovi spazi». La suggestione c’è tutta: partire da una crisi per rilanciare. «Il nostro settore è indubbiamente uno dei più colpiti- spiega l’assessore- ed è chiaro che i nostri investimenti uniti al bando dei 5 milioni emanato dalla Regione per gli eventi non basteranno ad aiutare tutte le società della provincia. Stiamo quindi pensando - sottolinea - a misure extra di supporto, a partire da una campagna per sensibilizzare le famiglie sull’importanza dell’attività motoria».

L’assessore rimane però cauta per quanto riguarda le aperture dei centri sportivi, che per il momento rimarranno ancora chiusi nonostante l’ordinanza regionale che consente sedute individuali agli atleti d’interesse nazionale: «Non dobbiamo andare incontro a false partenze-continua Raffaella Curioni- se ripartiamo senza adeguati sistemi di sicurezza sanitari rischiamo infatti di dover tornare a chiudere immediatamente».

E questo discorso non vale soltanto per le società sportive dilettantistiche.

«Sappiamo - dice Curioni - che ci sono squadre professionistiche come la Reggiana Calcio che vorrebbero tornare ad allenarsi quanto prima, ma vogliamo essere sicuri che il tutto sia regolato in modo dettagliato. Facciamo un passo alla volta tenendo presente anche la differenza tra le discipline, per poi arrivare con la collaborazione di professionisti a definire un protocollo territoriale che dica con chiarezza chi può riaprire ed in che modalità».

L’altra grande incognita è quella dei centri estivi, con tantissime famiglie che dovranno far fronte ad una ripresa lavorativa quasi in concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico. A chi affidare i bambini?

«La Regione Emilia Romagna ha fatto uscire nei giorni scorsi delle linee guida in merito ai campi estivi, ed anche noi ci siamo mossi attivando dei tavoli di lavoro con parrocchie, volontari ed associazioni sportive. Vedremo anche come da lunedì si comporterà la cittadinanza, sapendo che non possiamo assolutamente permetterci di fare passi indietro. Andremo incontro a spazi e modalità differenti rispetto agli anni passati, ma se decideremo di aprire lo faremo perché esistono le possibilità».

Un segnale di speranza, dunque, che lascia intravedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel.

«A settembre potrebbero variare anche i tempi della scuola con lezioni divise tra mattina e pomeriggio per evitare affollamento, e lo stesso discorso potrebbe valere anche per lo sport. Se poi dovessero servire contributi per sanificare gli spogliatoi o acquistare distanziatori sociali non ci tireremo indietro- chiude Raffella Curioni- perché bisogna fare di tutto per riportare l’attività fisica al centro delle nostre vite». —

N.V.

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