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Filippo Masini in pista per la finale nazionale

a.s.
Filippo Masini in pista per la finale nazionale

Il ventenne reggiano, forte quattrocentista della Self  si allena più di due ore al giorno per entrare fra i primi otto

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reggio emilia

Il ventenne reggiano Filippo Masini è un forte quattrocentometrista della Self Atletica.

Nel 2019 Masini si è diplomato perito chimico all’istituto Zanelli di Reggio e a settembre è intenzionato a iniziare un percorso universitario.

Come si è avvicinato all’atletica?

«Ho iniziato nell'inverno del 2014, frequentavo la prima superiore. A indirizzarmi verso questa scelta fu il mio compagno di classe Mattia Pecorari, essendo lui stesso un atleta, vedendomi correre non ci pensò un attimo e mi convinse ad andare a provare».

Quali i risultati più significativi che ha raggiunto?

«Ho iniziato a gareggiare già dopo pochi mesi dai primi allenamenti, partecipando subito ai campionati italiani giovanili. Il mio risultato più importante a livello individuale è stato il 9° posto ai campionati italiani di categoria nei 400 piani l’anno passato. Marchio indelebile di quella gara, fu la mancata qualificazione alla finale per un solo centesimo; uno dei miei obiettivi nel breve è quello di poter correre una finale di un campionato italiano di categoria».

Quali altri obiettivi si pone?

«L’obiettivo che mi pongo a lungo termine è invece il minimo di qualificazione ai campionati italiani assoluti, cioè la massima competizione a livello nazionale. Modelli? Non ne ho. Non mi ispiro a nessun atleta in particolare. Fuori dal campo, a dire la verità, non seguo molto l’atletica e le preferisco di gran lunga il calcio, sport di cui sono molto appassionato».

Chi è il suo tecnico? Come si allena ?

«Il mio allenatore è Daniele Rocchi, ex mezzofondista della Self. Mi alleno sei giorni a settimana per più di due ore, sempre all’aperto, che sia inverno o estate. È un impegno che presuppone sacrifici, come passare le notti a recuperare le ore di studio perse durante la giornata, oppure uscire con gli amici per andare all'allenamento, senza contare tutti i fine settimana occupati dalle gare».

Le pesano tutti questi sacrifici?

«Dopo cinque anni non li vedo più però come sacrifici, fanno parte della mia routine. I sacrifici di questo tipo non sono niente in confronto alla soddisfazione di vedere quotidianamente il fisico migliorare, di abbattere i propri record e di partecipare a competizioni di livello nazionale». —

a.s.

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