I due desideri di Paolo Rozzio: restare a Reggio e in serie B
L’INTERVISTA
GIAN MARCO REGNANI
Dopo quasi due mesi di sofferenza e sacrifici, ora è iniziata la fase 2 e anche i calciatori granata hanno iniziato a mettere la testa fuori dalla porta di casa.
«Lunedì per prima cosa sono uscito e ho fatto mezz’oretta di corsa – ci racconta il vicecapitano granata, 24 presenze e un gol in questa stagione. – A Correggio c’era parecchia gente in giro, ho quindi deviato il percorso su strade in aperta campagna».
Tra le mura domestiche è riuscito a non pensare al pallone?
«E’ stato più semplice del previsto. Mi sto laureando in Psicologia all’Università telematica Unicusano e a fine maggio dovrò sostenere tre esami orali, quindi programmo le giornate in modo da studiare nel migliore dei modi. Poi non manca il tempo per svolgere degli esercizi a corpo libero e per suonare la chitarra».
Come pensa che potrà finire la stagione?
«Ogni giorno c’è qualcuno che dice la sua. Vedo che Bari e Carpi tirano acqua al loro mulino ma alla fine le decisioni che contano arriveranno dal Consiglio Federale di venerdì e non potranno accontentare tutti».
Qual è la sua opinione?
«Sinceramente mi accontenterei anche di un playoff in forma ridotta. Preferirei conquistare la promozione sul campo».
Lo scenario peggiore per voi quale sarebbe?
«Stiamo facendo qualcosa di importante, possiamo ancora agguantare il Vicenza, ma c’è il timore che tutto possa finire con un pugno di mosche in mano».
Nel suo futuro ci sarà ancora la maglia granata?
«Ho un contratto fino al 2021, ma c’è l’idea di prolungarlo e la società ne è al corrente. Desidero rimanere a Reggio il più a lungo possibile visto il rapporto che mi lega alla città e ai tifosi».
Ci dica la verità: l’ingrediente segreto di questa Reggiana è mister Alvini?
«La qualità e la duttilità dei singoli calciatori non si discute, ma il valore aggiunto che ha portato il mister è evidente. Ha inculcato in noi un’idea di calcio fatta di possesso palla e difesa a uomo che alla lunga ha dato i suoi frutti. Dall’esterno può sembrare timido e riservato, ma sul campo si trasforma in un allenatore carismatico e passionale che sa trasmettere le sue idee». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
