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L’ipotesi Super B fa saltare la riunione decisiva della Federcalcio

Luigi Cocconcelli
L’ipotesi Super B fa saltare la riunione decisiva della Federcalcio

Venerdì il consiglio federale avrebbe dovuto decidere sulle modalità di conclusione dei campionati  

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Luigi Cocconcelli

REGGIO EMILIA

Giorni decisivi per le sorti della serie C. La A aspetta il via libera per ripartire e una decisione doveva arrivare venerdì dalla riunione del Consiglio federale. Ma ieri pomeriggio, a sorpresa, la notizia del rinvio, l’ennesimo. Continua a regnare l’incertezza sul calcio italiano. E pare che stavolta la causa di questo stop sia il futuro della serie C, che per chi non lo sapesse, è quella serie in cui non ci sono star milionarie che vanno in ritiro in camere singole in alberghi a 5 stelle, la maggior parte prende dai 25 mila ai 30 mila euro, ha una vita relazionale normale, potenzialmente più esposta al contagi, troppo elevate le spese per adeguarsi al protocollo sanitario. Domani intanto - e questa riunione pare essere ancora confermata- l’assemblea delle 60 società di serie C vaglierà la proposta del presidente Ghirelli da portare poi al consiglio federale di venerdì: blocco retrocessioni, promozione per le capolista dei 3 gironi e quarta promossa da assegnarsi mediante sorteggio. Ipotesi, questa, scartata a priori dai più. Almeno a parole. E se queste sono le premesse, la riunione di domani si annuncia interessante, almeno per quel che riguarda il capitolo del campionato in corso. Perché del futuro non v'è davvero certezza.

A mettere tutti, o quasi, d’accordo potrebbe essere, però, la ventilata, sussurrata ipotesi di riforma dei format. Allo studio ci sarebbe , infatti, una A invariata a 20 squadre, 2 gironi da B pure da 20 e qua finirebbe il calcio professionistico. Di fatto in questa maniera ci sarebbero 20 promozioni dalla C, ancora da definire i criteri, ma presumibilmente dovrebbero essere le prime 6 di ciascun raggruppamento e le 2 migliori settime, magari con stringenti paletti economici e di struttura. In ogni caso la Reggiana ci dovrebbe essere. Sotto ci sarebbe una terza serie a 60 squadre( 3 gironi da 20), composta dalle restanti 40 di C ed le altre provenienti dalla D. Questo sarebbe un campionato non professionistico, con agevolazioni fiscali e giocatori non più stipendiati ma percettori solo di un rimborso spesa. I vantaggi? Per la nuova B quello di usufruire della mutualità ora spettante alla C, per quelle al piano di sotto un risparmio delle spese. Tutto facile e scontato? No. Non si sa, ad esempio, cosa ne pensi la serie B, o l’associazione calciatori, molti vedrebbero contratti pluriennali stracciati ed obbligati a rinegoziare il rimborso spese, le società destinate a passare dalla C attuale ad una specie di serie D.

Come arma di pressione per le società indecise, Ghirelli penserebbe di eliminare le fidejussioni e mantenere invariati i costi delle iscrizioni: sarebbe nelle intenzioni una sorta di ristoro per danni patiti per colpa della pandemia. Peccato che già prima del Coronavirus diverse realtà non se la passavano granchè bene: è di queste ore la notizia della messa in mora del Catania da parte dei suoi tesserati per la mancata corresponsione degli stipendi. La formula prevede sempre 3 promozioni dalla B alla A (le vincitrici dei 2 gironi ed una uscente dai playoff) e 6 retrocessioni, 3 per girone, alla nuova terza serie. Il tutto, se la proposta dovesse andare in porto, diverrebbe realtà già dalla prossima stagione. Una vera e propria rivoluzione. Troppa roba per un Consiglio federale già in difficoltà sul presente, figuriamoci se gli vien chiesto di avere una visione... —

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