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Basket serie A

Slitta il ritorno in palestra per la Grissin Bon

Linda Pigozzi
La Grissin Bon durante uno dei primi allenamenti stagionali
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La Grissin Bon durante uno dei primi allenamenti stagionali

La Pallacanestro Reggiana sceglie di rimandare la ripresa degli allenamenti

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REGGIO EMILIA. Non si riparte.
Nonostante l’ultimo decreto governativo dia la possibilità alle squadre professionistiche di tornare in palestra dopo il 18 maggio, dopo attenta analisi la Pallacanestro Reggiana ha deciso, almeno per il momento, di non riprendere gli allenamenti. Una scelta, fanno sapere dal club, dettata dalla prudenza oltre che da non irrilevanti questioni logistiche e organizzative.

La società di via Martiri della Bettola ha scelto di aspettare che la situazione, per quanto possibile, si stabilizzi prima di riportare in palestra i propri atleti sotto contratto.
Oltre ai giovani Diouf, Cipolla, Soviero e Porfilio, legati al club sono gli altri italiani Leo Candi, Peppe Poeta e Simone Fontecchio, quest’ultimo è l’unico del lotto il cui contratto andrà a scadere il 30 giugno prossimo, mentre per tutti gli altri si parla di contratti pluriennali.
L’appuntamento quotidiano con la palestra, per tutti loro slitterà però sicuramente di almeno qualche settimana.

Seguire il diktat governativo implicherebbe un notevolissimo sforzo organizzativo e pure economico.
Il basket, sport di contatto, è considerato dagli studi scientifici compiuti nell’ultimo periodo fra quelli con fattore di rischio massimo, tanto per le partite che gli allenamenti.
Secondo il protocollo della presidenza del consiglio dei ministri, non si potrebbe neppure ripartire senza una precedente sanificazione degli ambienti in cui ci si allena.
La palestra di via Cassala, gestita dalla Pallacanestro Reggiana e base degli allenamenti del team di Buscaglia, è già stata sottoposta a disinfezione e sanificazione totale qualche giorno prima del lockdown, ma potrebbe rendersi comunque necessario un ulteriore intervento di sanificazione dell’attrezzatura, palloni inclusi, che andrebbe poi ripetuta quotidianamente dopo ogni seduta di allenamento.

Gli atleti sarebbero in ogni caso costretti ad allenarsi mantenendo una distanza di sicurezza (e nel basket questo significherebbe di fatto svolgere unicamente esercizi uno contro zero). Giocatori e tecnici dovrebbero poi sottoporsi ogni quattro giorni a tamponi, oltre a tutta una serie di esami preliminari che potrebbero arrivare anche includere radiologie ai polmoni.
Il tutto, quindi, richiederebbe uno sforzo imponente, tanto che la società - come la quasi totalità delle realtà professionistiche italiane - ha deciso di protrarre almeno per qualche settimana lo stop all’attività.
I giocatori sotto contratto continuano quindi ad allenarsi a casa, con pesi e attrezzi, seguendo i piani che il preparatore atletico Matteo Del Principio fornisce loro settimanalmente.

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