La Reggiana tuona: «Meritiamo la B Se non parlerà il campo, tocca ai giudici»
La società granata replica al Carpi ingaggiando il legale che rivela: «Ecco il piano per gli allenamenti individuali»
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA
Per dirla in un modo che capiscono perfettamente sia a Reggio sia a Carpi, da oggi “le balle stanno in poco posto”, allocuzione ruspante per dare l’idea di chi vuole porre fine al chiacchiericcio e - nello specifico - far parlare il campo. E se non sarà possibile tornare a far parlare il campo, disputando se non un finale di stagione, almeno quei playoff che qualcuno vorrebbe invece giocare solo virtualmente, attraverso partite decise da un sorteggio.
Dopo giorni in cui, su tutti, s’è sentita solo la voce del patron del Carpi, Stefano Bonacini deciso a far valere le proprie ragioni, a scapito di quelle della Reggiana, ieri la società granata ha rotto il silenzio con una nota ufficiale. Una nota che dice una cosa chiara: la Reggiana vuole la serie B e per raggiungere quest’obiettivo la società è pronta a percorrere tutte le strade, compresa quella della battaglia legale.
Così si spiega l’ultima mossa, il carico da undici messo sul tavolo allegato a una dichiarazione d’intenti che trabocca di ottime intenzioni: vogliamo vincere sul campo, ci adegueremo a tutte le disposizioni sanitarie pur di farlo, crediamo nel merito e nella lealtà sportiva. Ma se tutto questo alla fine non bastasse, se il pallone non tornasse più ad essere l’unico giudice, allora ne cercheremo un altro, come il mugnaio di Postdam narrato da Brecht. Ecco spiegato l’ingaggio dell’avvocato Eduardo Chiacchio di Napoli, discreto centravanti in serie C e poi autentico principe del foro quando si parla di giustizia sportiva. Ne sanno qualcosa - in senso positivo - il Napoli, l’Avellino e - udite udite - persino il Modena (due volte) e il Parma. Tutte hanno avuto bisogno di lui per cavarsi dai guai. Della Reggiana dovrà far valere i diritti, brandendo - in qualunque sede - tre parole come armi: merito, lealtà e... coefficiente di ponderazione.
Invero, esponendo la sua linea difensiva alla Gazzetta l’avvocato Chiacchio parte proprio dal merito e fornisce una notizia: «Noi questo campionato vorremmo giocarcelo fino alla fine. Ci separano 6 punti dalla capolista Vicenza che però, calendario alla mano dovrebbe venire a farci visita». Insomma il campionato non era chiuso e non lo sarebbe nemmeno adesso. L’alternativa più vicina a questa ripresa tout-court sono i playoff e anche in questo caso la Reggiana è pronta come sottolinea l’avvocato, svelando una specie di piano di guerra: «La Reggiana - dice il legale - è prontissima a riprendere gli allenamenti appena sarà consentito». L’avvocato Chiacchio non parla di date, ma il D-day in casa granata è già stato deciso: il 18 maggio.
Qualora oggi l’assemblea di Lega Pro decidesse che il campionato dovrà concludersi almeno con i playoff che decretino la promossa in serie B tra le migliori seconde e terze dei tre gironi, qualora il governo confermi il proprio via libera agli allenamenti di squadra, allora il 18 maggio la Reggiana sarà in campo all’ex Sporting per allenamenti da svolgersi secondo i protocolli sanitari.
«La Reggio Audace - spiegava ieri l’avvocato Chiacchio dispone di due campi attrezzati. E nell’arco di sei ore occupando ogni giocatore una metà campo, 24 atleti potrebbero svolgere questo tipo di allenamenti». L’altro pezzo del piano - anche questo svelato dal legale - riguarda il post-allenamento. «La società - ha spiegato - ha già preso contatti con una struttura alberghiera nella zona adiacente agli impianti di allenamento dove i giocatori potrebbero andare per fare le docce che, secondo i protocolli, non sarebbero possibili all’interno dell’impianto di Cavazzoli. Così - dice l’avvocato - dimostreremmo la piena disponibilità a giocare sul campo questa promozione. A patto che anche le altre squadre condividano i nostri stessi valori. La lealtà, il merito sportivo e prima di tutto la tutela della salute ».
Fin qui se domani la Lega Pro dovesse decidere che si torna in campo. E se ciò non accadesse? La Reggiana è pronta ad andare fino in fondo perché venga riconosciuto che nessuna squadra ha più titoli dei granata per salire in B. «Il coefficiente di cui parla il Carpi? Ci rifiutiamo persino di discuterne» taglia corto l’avvocato. —
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