Il sindaco chiama Nicolò Melli «Ti aspettiamo a Reggio per donarti il Primo Tricolore»
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA
«Si vede la luce in fondo al tunnel dopo un periodo buio, ma bisognerà resistere ancora un po' per non rendere vani gli sforzi fatti sino ad ora. Arriverà il tempo per tornare tutti insieme a giocare».
Parole da campione vero quelle pronunciate da Nicolò Melli, lontano fisicamente ma sempre legato alla città dove è nato, cresciuto e da dove ha spiccato il volo verso l’olimpo del basket.
Ospite nella consueta diretta Facebook tenuta dal sindaco Luca Vecchi, l’atleta dei New Orleans ha raccontato della sua quarantena a stelle e strisce: «Esco solo una volta a settimana per fare la spesa- ha affermato Nik- ed è una situazione surreale perché sono sempre stato abituato a muovermi e girare. Mi ha colpito l’impreparazione dell’America a questa emergenza, anche perché una volta circolato il virus in Europa era difficile pensare che non arrivasse anche in Usa. La nostra zona è tra le più colpite in termini di contagi, ma fortunatamente stiamo tutti bene».
Il talento nostrano si è espresso anche sull’eventuale ripresa dell’Nba, ancora molto incerta: «Mercoledì prossimo farò un test al cuore ed esami del sangue per tenere monitorata la situazione. Non sappiamo ancora nulla ed aspettiamo le decisioni degli esperti, ma credo che prima di ripartire debba migliorare la situazione generale del paese».
Nei giorni scorsi, i primi a stanarlo erano stati Samuele Adani e Giovanni Codazzi del Centro Sportivo di Reggio. E anche in quel caso, Nicolò aveva dato prova di grande simpatia.
Inevitabile poi soffermarsi a parlare di Reggio Emilia: «Mi mancano gli amici e la famiglia, in particolare vorrei vedere mia nonna che è stata brava a rimanere in casa tutelando la propria salute. Reggio sarà per sempre la mia casa, e non vedo l’ora di tornare per festeggiare a base di cibo e lambrusco. Faccio poi un grande in bocca al lupo alla Pallacanestro Reggiana e a tutte le società minori nelle quali lavorano nell’ombra tantissimi appassionati. Siamo tutti sulla stessa barca, ma teniamo botta usando senso di responsabilità».
Ed in merito alla proposta del primo cittadino di assegnargli il primo tricolore il fuoriclasse risponde con la classe che da sempre lo contraddistingue: «Sarebbe un ulteriore motivo d’orgoglio per definirmi reggiano» . —
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