Katia Soglietti scommette «Rubiera e Casalgrande tra le big»
l’intervista
nicolo’ rinaldi
Anagrafe alla mano, Katia Soglietti è la giocatrice più esperta della massima serie femminile: l’ala rubierese classe 1977 è un'autentica colonna dell'Ariosto Ferrara, ma i suoi esordi pallamanistici sono avvenuti proprio all’ombra del Forte.
Che ricordi conserva di quegli anni?
«Ho vestito la casacca della Pallamano Herberia Rubiera dal 1990 al 2003 - ricorda la Soglietti - Un lungo periodo, con tanti bellissimi ricordi legati alla mia prima gioventù e alla mia crescita. A inizio anni '90 l'allenatore era il professorr Riccardo Aicardi, a cui sportivamente parlando devo tutto: a lui come a sua moglie Silvana Ruini, che ai tempi delle Medie era la mia insegnante di motoria».
Da allora ad oggi sono passati trent’anni. Com è cambiata la pallamano secondo Katia Soglietti?
«Oggi c'è molta più velocità rispetto al passato, e la tecnica è un po' peggiorata a favore della tattica. Purtroppo abbiamo perso tantissime squadre, e il livello generale ha finito per risentirne al ribasso. Inoltre spesso si è in parte smarrito lo spirito di sacrificio, così come la consapevolezza di dover riporre un impegno costante: si tratta di doti che hanno caratterizzato tutte le giocatrici della mia generazione».
Ora, l’ala biancoblù è ampiamente proiettata verso il futuro in particolare per la sua carriera a Ferrara.
«Quest’anno in A1, purtroppo il cammino dell’Ariosto Ferrara 2019/2020 non è stato esaltante - spiega la Soglietti - Viceversa, il settore giovanile sta continuando a darci ottime gratificazioni. Ho la ferma intenzione di continuare a giocare: sarà però il mio fisico a dare il verdetto definitivo, perché dopo uno stop agonistico così lungo le incognite sono tante. In generale prevedo che la prossima A1 sarà molto motivante e ben più ricca rispetto alle attuali 9 formazioni».
Ci saranno anche le reggiane?
«L'Ariosto ci sarà, e spero anche Casalgrande. La Padana è infatti una realtà di primo piano: tante ragazze provenienti dalle giovanili hanno guadagnato un meritato approdo in Prima squadra, e poi quest'anno l'esperienza di Furlanetto, Tanic e Franco ha aiutato il gruppo a fornire un buon numero di prove lusinghiere». —
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