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Luca Vecchi al fianco della Reggiana «Penalizzata da un criterio ingiusto»

Roberto Tegoni
Luca Vecchi al fianco della Reggiana «Penalizzata da un criterio ingiusto»

Il primo cittadino di Reggio scende in campo dopo che l’assemblea di Lega ha deliberato la promozione in B del Carpi

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REGGIO EMILIA

Luca Vecchi non ci sta.

Il sindaco di Reggio Emilia si schiera a fianco della Reggiana dopo che l’Assemblea della Lega Pro ha definito il criterio del “merito sportivo” per scegliere la quarta promossa in serie B, andando di fatto a premiare il Carpi secondo il calcolo della classifica ponderata.

Il primo cittadino - pur predicando cautela e mai uscendo dal registro istituzionale - ha sposato in pieno la linea difensiva della società granata.

«C’è una contraddizione inaccettabile nella scelta presa nell’Assemblea di giovedì. Se la Reggiana, quel giorno, avesse deciso di non giocare quella partita a Gubbio, ora sarebbe davanti al Carpi – sottolinea Vecchi –. Lo dico con prudenza e nel rispetto delle autonomie degli organi che nei prossimi giorni dovranno pronunciarsi (il Consiglio federale, ndc), ma, oggettivamente, il criterio che è stato adottato non regge sul piano dell’equità. E non parlo in base al beneficiario di questa decisione, cioè in questo caso il Carpi».

Il sindaco di Reggio prosegue nella sua analisi, sostenendo che la decisione presa dall’Assemblea della Lega Pro vada a minare la credibilità delle istituzioni sportive.

«Ne va della credibilità complessiva delle istituzioni sportive. Alcune decisioni, riguardo il caso specifico delle promozioni, vengono prese sulla base di principi e criteri non sostenibili da un punto di vista pubblico - argomenta Vecchi - e non ho intenzione di fare polemica, tanto per farla. Ho molto rispetto degli organi giudicanti, ma è difficile comprendere la razionalità di questa scelta. E sottolineo ancora una volta, non mi interessa chi ne abbia beneficiato. Non ne faccio una questione di Carpi contro Reggiana, ne faccio una questione di insostenibilità del principio scelto, che non è un principio di equità e giustizia. Ripeto, se la Reggiana non fosse andata a giocare a Gubbio, a quest’ora sarebbe in serie B. Dobbiamo essere consapevoli del momento storico in cui siamo: qui c’era già la pandemia in corso e si poteva benissimo sostenere di non giocare quella partita. A quel punto la Reggiana sarebbe andata davanti per qualche centesimo di punto. Mi sembra surreale poter decidere una promozione sulla base di un criterio come questo».

Nel comunicato di giovedì sera, il club di via Brigata Reggio specificava di preferire la via del “calcio giocato”, i playoff, per scegliere la quarta promossa in cadetteria.

Il primo cittadino in qualche modo sposa la tesi, aggiungendo altro sale alla querelle e difendendo le posizioni del club granata: «Se qualcuno, a Carpi, sostenesse che il club biancorosso dovesse giocare la partita mancante e poi vedere quanti punti avrebbero Reggiana e Carpi, lo troverei legittimo. Sarebbe una scelta equa e oggettiva. Ma stabilire una promozione sulla base di regole decise a posteriori - rincara la dose Vecchi - sulla base di una situazione che si è verificata storicamente. Non è giusto per nessuno».

«Dovremmo fare questa valutazione, dimenticandoci di essere reggiani, di tifare Reggiana e che a beneficiarne sia stato il Carpi – conclude il sindaco - ragioniamo con obiettività e con distacco. È un principio equo? È un principio di giustizia? Mi auguro che la riflessione della Federcalcio metta la testa sull’insostenibilità del principio col quale si è fatta questa valutazione e poi verranno di conseguenza le decisioni». —





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