Rangnick più vicino al Milan Trattativa nella fase calda
Il tecnico tedesco chiede una rosa giovane e pieni poteri sul mercato Maldini sempre più ai margini: incontro con Gazidis per definire il suo futuro
milano
Il Professore tedesco inizia a preparare le prime lezioni italiane. «Non posso escludere del tutto che andrò al Milan», dice Ralf Rangnick alla Bild. Non era mai stato così esplicito, anche se poi seguono le precisazioni legate alle valutazioni ancora in corso: «Al momento il Milan e il campionato italiano hanno altri problemi», spiega riferendosi al tempo a sua disposizione per programmare la nuova stagione in mezzo a questa totale incertezza.
Ma la trattativa è molto avanzata se Rangnick ha informato dell’offerta il suo attuale datore di lavoro, la Red Bull, di cui è capo dell’area sportiva che comprende Lipsia e Salisburgo. E pone le prime condizioni: «Non sono uno che ha difficoltà a immaginare che le cose possano funzionare. Certo, l'avventura mi piace, ma non deve essere una missione suicida». Rangnick vuole avere tempo e influenza, come ha specificato nei giorni scorsi. Ovunque va, il Professore deve avere libertà di incidere con le sue idee e il suo staff: il vice potrebbe essere l’attuale allenatore del San Gallo, Peter Zeidler.
Il modello è chiaro: una squadra giovane e brillante. L’età media ideale è quella del Lipsia: 23 anni. È il limite anagrafico dei giocatori seguiti dal Milan in questo momento, in particolare tra Germania, Olanda e Belgio. Il presidente rossonero Scaroni conferma che la linea verde è uno degli obiettivi di Gazidis: «Lavora per costruire una squadra giovane – ha detto ieri in una videoconferenza – che giochi un calcio più veloce rispetto a quello che si vede in Italia, più simile al modello inglese o a quello dell’Ajax».
Resta da sciogliere il nodo dell’organigramma societario con Paolo Maldini. Difficilmente la presenza dell’ex capitano potrebbe essere compatibile con quella di un allenatore-manager come Rangnick.
Il destino di Maldini dovrà essere chiarito in un prossimo incontro con Gazidis che andrà in scena quando si saprà se ripartirà il campionato. L’amministratore delegato non potrà offrire all’attuale capo dell’area tecnica un incarico con pieni poteri. E a quel punto bisognerà prendere una decisione per indirizzare verso un unico binario il mercato rossonero che adesso segue un percorso parallelo tra Maldini e Almstadt-Moncada.
Con Rangnick e Gazidis al timone il Milan di Elliott sarebbe tutto straniero e sganciato dalle bandiere del ciclo berlusconiano. Una scelta precisa alla ricerca di una rotta nuova, senza compromessi col passato. Secondo Gazidis, un grande club calcistico è come un transatlantico: serve tempo per modificare la direzione. Questa sarebbe la sua virata più significativa.
Al resto dovrebbe pensare il Professore tedesco, innamorato del calcio di Sacchi e Zeman, e dell’Italia. In questi giorni ha scritto sul suo profilo whatsapp una frase di Enzo Ferrari (ama spesso citare frasi celebri in lingue straniere): «Sono i sogni che fanno vivere l’uomo». Dalla Rossa di Maranello al rossonero di Milanello il passo potrebbe essere vicino. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google