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«Mi può dispiacere ma è stata la Lega a scegliere il criterio»

luigi cocconcelli
Massimo Varini ai tempi in cui era il ds granata; nella foto è con Alessandro Pane
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Massimo Varini ai tempi in cui era il ds granata; nella foto è con Alessandro Pane

Massimo Varini commenta la proposta di premiare il Carpi come quarta candidata 

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REGGIO EMILIA. Tanto rumore per nulla. Massimo Varini scomoda Shakespeare per commentare l’esito dell’assemblea di Lega Pro e le polemiche suscitate dalla proposta di premiare, come quarta candidata alla B, il Carpi. A discapito, soprattutto, di Reggiana e Bari. Il ds, nato nella nostra città e con un passato in granata, è rimasto a Vercelli, là è stato sorpreso dal lockdown. L’eco delle sue affermazioni a margine dell’assemblea sono però arrivate anche a Reggio.

«Non è che se uno mi chiede un parere, io prima debbo pensare se quel che dico possa o meno piacere a qualcuno – avverte –. Ho premesso che mi dispiace tantissimo per la Reggiana, figurarsi, ma ho preso atto del merito sportivo calcolato, da indicazione Uefa, sulla media punti- partite disputate e quel criterio sorride al Carpi, il criterio lo ha scelto la Lega non il sottoscritto. La Reggiana non è d’accordo, chiede un altro criterio per stabilire il merito sportivo, bene, può benissimo fare ricorso, si è messa in mano ad uno dei migliori avvocati del settore, Chiacchio, lo faccia...Posso però aggiungere una riflessione?».

Prego…

«Siamo alle chiacchiere, stiamo parlando del nulla, quella votazione per il consiglio federale conta zero, l’unica ad aver valore è il pronunciamento di 52 società su 60 di fermare il campionato per manifesta impossibilità a proseguire, rispettare i protocolli sanitari, punto e basta».

Che ne pensa dell’ipotesi di far disputare i playoff a chi è in grado di garantire i protocolli?

«Non la vedo facile, contrasta con quella espressione in massa per fermare il campionato, se volete la mia sensazione per mettere tutti pari opteranno per sole tre promozioni».

La proposta di una B a 40 squadre la convince?

«Nemmeno per sbaglio, la B è l’anticamera della A, con 40 squadre perde interesse, fascino, e poi due anni fa abbiamo combattuto invano un’estate intera, come Pro Vercelli per allargarla, e sapete perché si sono opposti? Per dividere in meno la torta dei diritti televisivi e della mutualità, non la volevano dividerla in 23 e volete lo facciano in 40?».

Ed allora il futuro della C come lo vede?

«Male, voi non avete un’idea di quanto costi, bisogna pensare alla defiscalizzazione per ingaggi fino ad una certa cifra, tipo 50- 60 mila euro lordi, all’obbligo, come in D, di schierare un certo numero di giovani, poi se sei più forte vinci lo stesso, Palermo e Mantova hanno vinto pur dovendo rispettare sui giovani le stesse regole di Castrovillari e Ciliverghe, al salary-cup, poi se uno, come il Monza, per vincere vuole spendere di più, libero di farlo, ma a quel punto non attinge al fondo per i giovani o alla mutualità».

Come vede il mercato al tempo del Coronavirus?

«Ci sarà un ridimensionamento dei costi, tanti prestiti e scambi. Per la C cambierà poco, già adesso non c’è mercato: i giocatori li prendi a scadenza di contratto o prestito. Diverso è se hai un giovane promettente da vendere, ma non sono tanti».
 

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