Ecco le mascherine con il logo della Riese
L’idea di Daniele Carrettin, dirigente della società della Bassa «Il marchio societario è ricamato e a prova di lavaggio»
rio saliceto
Il calcio dilettantistico trova un motivo per far sorridere, dato che sono in arrivo le mascherine con i loghi delle società.
La prima a dotarsene è la Riese, che milita nel girone B di Promozione. L’iniziativa è stata proposta dall’azienda Black Sheep Srl di Carpi, dove Daniele Carrettin dirigente del club di Rio Saliceto ricopre il ruolo di product manager.
«Cellulare, chiave della macchina e mascherina sono i tre oggetti fondamentali al giorno d’oggi - spiega Carrettin - quindi ho pensato ad un’idea che potesse andare bene sia per gli adulti sia per le scuole calcio. Siamo una maglieria, la diffusione del virus ci ha creato non pochi problemi sotto l'aspetto lavorativo. Per produrre mascherine chirurgiche c'è un iter burocratico praticamente impossibile, mentre le nostre sono facciali partendo dalla moda per poi ora estenderle all'ambito sportivo».
È lo stesso responsabile produttivo della ditta carpigiana a entrare poi nel dettaglio.
«La nostra mascherina non va buttata - prosegue Carrettin - ma è riutilizzabile. È prodotta con un cotone trattato, quindi antibatterico. Il logo della società sportiva è ricamato, quindi non subisce nessun danno durante i lavaggi. Se fosse stampato dopo alcuni trattamenti in lavatrice andrebbe a rovinarsi, mentre le nostre mascherine non hanno problemi in tal senso. Come ho già detto non è un Dpi, però può benissimo completare un kit personale che ormai è diventato strettamente necessario per ognuno di noi. Abbiamo quindi già messo questo tipo di mascherina monocromatica in produzione a tutti gli effetti, affiancandola all’altro modello colorato in vendita».
In ambito calcistico Carrettin è nella stanza dei bottoni della Riese.
«Ho parlato con il presidente Massimo Bertazzoni anche l'altra sera, ma è inutile che ci giriamo intorno. Senza vaccini o cure per i dilettanti è molto complicato ripartire, basta solamente pensare che anche in Serie A hanno difficoltà a rispettare il protocollo. Secondo me fino all'anno nuovo i dilettanti non torneranno in campo, anche perché è nessun presidente si prenderà mai la responsabilità di rimettere trenta persone tutte insieme dentro a uno spogliatoio oppure all'interno di un campo. Se il virus dovesse sparire allora cambierebbe tutto, ma ora le vere priorità sono diventate altre. I professionisti giocano per soldi, ma nei dilettanti si fa calcio per passione».
«Più sento dire che i giocatori dovranno arrivare già cambiati e poi farsi la doccia a casa - chiosa Carrettin - e più mi rendo conto che per il calcio dilettantistico la situazione è del tutto in salita». —
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