Gazzetta di Reggio

Sport

In campo i ragazzi dell’Accento United riescono a superare limiti e fragilità

Andrea Vaccari
In campo i ragazzi dell’Accento United riescono a superare limiti e fragilità

I calciatori dai 15 ai 25 anni sono iscritti al campionato di Quarta categoria e si allenano nell’impianto di via Primo Maggio

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia

Una splendida esperienza di inclusione abbinata allo sport, che permette a una ventina di ragazzi con deficit intellettivi, cognitivi e relazionali di sentirsi protagonisti e indipendenti: è quella rappresentata da Accento United, squadra di calcio a 7 della cooperativa sociale “Accento”, iscritta al campionato di Quarta categoria della divisione calcio sperimentale e paralimpico Figc già dal 2017, quando conquistò il titolo della prima edizione sperimentale.

La squadra si allena in città sul campo di via Primo Maggio, messo a disposizione gratuitamente dalla Reggio United e ha avviato una preziosa partnership con Sporting club Sant’Ilario che, oltre all’affiliazione, collabora nel progetto motorio “Il calcio va a scuola” nelle scuole della Val d’Enza e coinvolge i giocatori nelle attività della società.

Allenatore dell’Accento United è mister Dino Ferrari, tecnico di lungo corso che vanta diverse esperienze nelle società del territorio e che è coadiuvato da Cristian Ingangi. Da due anni a questa parte, l’Accento United è stata di fatto adottata dall’Imolese calcio 1919 che riconosce il gruppo all’interno del proprio settore giovanile e offre continuo supporto tramite i suoi canali social e inviti presso il proprio centro sportivo. Il progetto è stato concepito dagli educatori per l’integrazione della cooperativa Accento per accogliere le esigenze dei ragazzi più fragili degli istituti superiori di Reggio Emilia e provincia, dando risposte concrete al fenomeno diffuso della dispersione sportiva in età adolescenziale, che comporta ripercussioni di ordine psico-fisico-sociale. Si fonda quindi su un’azione di prevenzione e di educazione a sani stili di vita, alla collaborazione e al riconoscimento della differenza come elemento della formazione della personalità nella sua globalità.

L’attività si caratterizza inoltre come proposta inclusiva che coinvolge peer tutor e prevede la partecipazione a eventi aperti alla comunità presso centri di aggregazioni giovanile e tornei sportivi organizzati sul territorio.

Fondamentali sono i momenti non strutturati connessi all’allenamento in cui i ragazzi si confrontano e si raccontano con i loro dubbi, domande, preoccupazioni su loro futuro di giovani adulti che spesso diventa complicato superato lo spazio protetto della scuola. Le paure e le aspettative vengono accolte dagli educatori per trasformarle in possibilità da costruire insieme ai ragazzi che diventano così protagonisti del proprio futuro, imparando ad affrontare le difficoltà con un atteggiamento attivo e propositivo. La gratuità dei progetti favorisce l'accesso anche a soggetti provenienti da fasce sociali svantaggiate.

Attualmente sono tesserati 20 giocatori tra i 15 e 25 anni del territorio di Reggio Emilia e della Val d’Enza e, da quest’anno, è entrato nell’organico un atleta di grande esperienza internazionale, Daniele Braglia, capitano della nazionale calcio a 7 dei cerebrolesi che ha anche coinvolto alcuni ragazzi della squadra nel progetto Rèss Special soccer, squadra mista di atleti certificati e normodotati del Campionato Uisp di Calcio a 5. Per ampliare l’esperienza di gioco e di socializzazione, è stata attivata una collaborazione anche con la società Santos per la partecipazione al campionato Csi di calcio a 5 disabili, l’adesione al progetto sportivo “Oltreilmuro” con Tuttimondi Asdps presso gli istituti penitenziari di Parma e agli eventi inclusivi negli istituti scolastici di Reggio e provincia in occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità.

«In questo periodo senza allenamenti - spiegano i responsabili della squadra - abbiamo proposto delle sedute di preparazione atletica in video chiamata ma sono emerse esigenze specifiche da parte dei ragazzi stessi che hanno portato a ridefinire diversamente questi momenti. È evidente il bisogno di sfogarsi, raccontarsi, ridere e pensarsi come protagonisti di una squadra nata per caso con studenti a volte fragili e arrabbiati ma con una grande passione per il pallone e con la voglia di scoprirsi come atleti ma soprattutto come giovani adulti attivi e sempre più indipendenti». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google