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Francesca, record e successi «Ma lo studio viene prima»

a.s.

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guastalla

La 22enne Francesca Grapelli è ostacolista dell’Atletica Guastalla-Reggiolo, vive a Parma dove frequenta il terzo anno della facoltà di medicina veterinaria che prevede obbligo di frequenza. Fino a 13 anni ha praticato il nuoto, poi dopo un anno di tennis ha iniziato con l’atletica grazie professore di scienze motorie Giorgio Carrubba.

Come ha iniziato?

«All’inizio partecipavo solo alle gare della scuola, facendo i 1000 metri e i 60 hs, con un allenamento alle spalle delle sole due ore settimanali di lezione scolastica, ma poi iniziarono ad arrivare i risultati e le prime medaglie quindi iniziai il mio percorso di crescita. Da cadetta disputavo i 1000 metricon un personale di 3’17’’, poi quasi per scherzo, ho dovuto coprire la gara di 300 hs ai regionali ed è stato lì che abbiamo scoperto quella che sarebbe diventata poi la mia specialità».

Che risultati ha poi ottenuto?

«Nei 300 hs ho fatto l’attuale record provinciale di 45”48, mentre nei 400 hs ho un personale di 1’03”76. Ho partecipato a gare regionali, nazionali e rappresentative nazionali, purtroppo portando a casa più rabbia e delusioni che trionfi».

Come riesce a conciliare studio e attività sportiva?

«La mia è una vita molto frenetica e con poche pause, sono una persona che adora fare e non vuole trascurare nulla, a maggior ragione se si tratta di studio e di sport. Ho sempre messo lo studio come priorità, un po’ perché mi piace così e un po’ perché sono consapevole dei miei limiti; sebbene fisicamente, magari, potrei arrivare a ottenere grandi risultati, come spesso la mia allenatrice Emanuela Panini ribadisce».

Cosa la frena?

«Psicologicamente non riesco a gestire l’approccio alla gara, la pressione, le aspettative continue da soddisfare; direi che mi manca la mentalità del campione, fredda e lucida e anche la sfrenata passione che permette di compiere sacrifici senza mai sentirne il peso. Agli inizi l’ansia pre-gara mi aveva davvero distrutto emotivamente, poi crescendo sono riuscita a raggiungere un buon controllo delle mie emozioni, ma nel frattempo sono anche maturata e ho compreso di essere un’amante dello sport disinteressato, adoro farlo e sentirmi libera da pensieri e così in armonia con me stessa».

Cosa farà in futuro?

«Ho promesso a me stessa di dare il massimo nello studio, mi piacerebbe diventare medico veterinario o professoressa universitaria, senza mai abbandonare lo sport, a costo di dormire cinque ore a notte. I miei obiettivi sono di uguagliare i miei record, di rimanere sempre presente per la società, che è diventata per me una vera famiglia e di non abbandonare mai questo sport. La quarantena mi ha fatto percepire ancora più forte il ruolo fondamentale che per me lo sport ricopre, quindi ho fatto tutto ciò che potevo, circuiti dinamici, circuiti con i pesi, corsa veloce di 50 metri in giardino e salti con la corda». —

a.s.

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