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Basket serie A

Paterlini: "La Pallacanestro Reggiana stava per sparire"

Linda Pigozzi
Il vicepresidente biancorosso Ivan Paterlini
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Il vicepresidente biancorosso Ivan Paterlini

Il vicepresidente biancorosso ringrazia i nuovi soci che rileveranno il club

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REGGIO EMILIA. "Siamo stati vicini alla sparizione della Pallacanestro Reggiana. Dobbiamo ringraziare i nuovi soci, quattro eroi che con il loro impegno hanno evitato la morte del basket di alto livello nella nostra provincia».
Con l’avvento della nuova era, il vice presidente biancorosso Ivan Paterlini concluderà la sua ventennale esperienza da dirigente della società reggiana. Venerdì sera i quattro nuovi soci, assieme a Stefano Landi, hanno posto il primo mattone per la costituzione della nuova società .
Conosce i nuovi soci del club? Cosa ci può raccontare di loro?
«Personalmente non conosco solo Enrico San Pietro (il 54enne manager di UnipolSai che aveva allenato nel settore giovanile del club, ndr). Gli altri sono tutti volti noti per me. Enzo Bartoli (l’imprenditore reggiano entrato in società con la figlia Veronica, ndr) è con me in Terminal One, conosco anche Graziano Sassi (l’imprenditore scandianese titolare di Gs Brands, ndr) che è nel Basket Pool e al palasport ha il posto non molto distante dal mio».
Poi c’è Andrea Baroni, figlio del compianto Vincenzo che fu suo socio nell’AEB ...
«È un ragazzo che ha il basket nel sangue. È cresciuto nel nostro settore giovanile con Andrea Menozzi e ha una grandissima passione per questo sport. Gli auguro di tutto cuore una lunga carriera da dirigente della Pallacanestro Reggiana».
Nella nuova squadra resterà anche Landi.
«A Stefano va fatto un applauso enorme per tutto quello che ha fatto in questi lunghi anni e anche per tutti gli sforzi compiuto per cercare continuità per la società. Alessandro Dalla Salda ha poi fatto un lavoro certosino negli ultimi tre mesi».
Cosa vuole augurare alla nuova compagine sociale?
«Tanta fortuna. A tutti mi sento di consigliare di avere pazienza se i risultati non arriveranno subito e se nei primi due o tre anni incontreranno delle difficoltà. Sono in cinque e non sarà facile andare d’accordo. Spero che il pubblico capisca quanto è stato importante il loro ingresso in società: queste persone hanno salvato il basket a Reggio».
Lei manterrà un ruolo all’interno del club?
«No. Con Castelguelfo Family Shopping resterò come sponsor nel Basket Pool e continuerò a venire al palasport a tifare per la squadra».
Cosa le resterà di tutti gli anni trascorsi nel club?
«La gioia per la conquista delle coppe. In particolare ricordo l’Eurochallenge a Bologna. I dodici pullman di tifosi arrivati da Reggio, la festa dopo la conquista del trofeo al casello dell’autostrada. Nel cuore porto tante persone e mi è veramente difficile riuscire a citarle tutte: Max Menetti, con cui ho un rapporto speciale, Alvin Young che era diventato uno di famiglia, Clack e più recentemente Reynolds e Kaukenas. Ma anche i nostri ragazzi come Lupo Carra o il Guerriero Infante...ma ce ne sono tanti altri, davvero...».

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