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l’annuncio del direttore sportivo 

Reggiana, il 19 ripartono gli allenamenti Tosi: «Vogliamo esser pronti per i playoff»

Nicolò Valli
Reggiana, il 19 ripartono gli allenamenti Tosi: «Vogliamo esser pronti per i playoff»

Tra una settimana i due campi dell’ex Sporting saranno occupati sei ore al giorno per le sedute individuali dei giocatori

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Nicolò Valli

REGGIO EMILIA

Il 19 maggio la Reggiana torna in campo. All’ex Sporting - è deciso - quel giorno riprenderanno gli allenamenti dei granata. A dare l’annuncio è il direttore sportivo granata Doriano Tosi che non ha ancora digerito il voto dell’assemblea di Legapro ma che non ha alcuna intenzione di arrendersi. E con lui la Reggiana che vuol trovarsi pronta per disputare i playoff.

«Il mio stato d’animo? Spazia tra lo scoglionato e l’incazzato». Passateci i termini, ma un Doriano Tosi così non l’avevamo mai sentito.

Direttore, un’Assemblea l’ultima della LegaPro che ha fatto molto discutere…

«È stata una giornata terrificante: nella mia carriera ho partecipato a molte riunioni, ma dopo quest’ultima non capisco sinceramente quale strada stia prendendo il calcio. Ci siamo collegati pensando di parlare dell’ipotesi sorteggio da scongiurare ed invece ci hanno proposto tutta una serie di formule che ci hanno disorientato. Il presidente Ghirelli ha dichiarato in seguito che è stato un momento di condivisione piacevole, peccato che io ci abbia capito davvero poco. Abbiamo potuto solamente votare, ma non ci è stata data la possibilità di esporre le nostre ragioni. E non si è certo trattato di una dimenticanza, dal momento che poi c’è chi si è scusato al termine della conferenza per il mancato spazio concesso».

Quali sono state le vostre posizioni?

«Opposte a quelle sostenute dalla maggioranza: la Reggiana ha infatti votato contro anche in merito alla promozione delle tre prime in classifica, perché riteniamo che con uno scontro diretto in casa ed il recupero dell’intera rosa ci siano ancora tutte le possibilità per il sorpasso in classifica. Ci siamo astenuti sulle retrocessioni, mentre siamo fortemente determinati a finire le restanti giornate. Se così non fosse, spazio allora ai playoff. I criteri Uefa elencano la modalità spareggi in forma completa e poi breve come prime alternative qualora non si riesca a terminare un campionato, e solo dopo la media punti. La Lega Pro è andata invece direttamente al quarto punto».

Formula, quella dei playoff brevi, che sembrerebbe l’unica per evitare ricorsi. Quante possibilità ci sono che si torni in campo?

«A noi non piace fare campagna elettorale in televisione, ma come tutti abbiamo i nostri contatti e sono moderatamente ottimista sul fatto che l’idea avanzata dal consiglio di Lega non passi. Insieme ad altri club stiamo portando avanti un fronte comune per chiedere la disputa degli spareggi per le squadre che riuscissero a rispettare il protocollo: dovessimo tornare sul terreno di gioco ed incappare in una sconfitta sicuramente ci rimarremmo male ma lo accetteremmo, ma se dopo l’annata che abbiamo disputato dovesse passare la soluzione proposta sarebbe veramente un insulto».

Voi nel caso sareste pronti…

«Certamente, ed in tal senso abbiamo fissato per martedì 19 maggio la ripresa degli allenamenti in forma individuale nel nostro centro sportivo di Cavazzoli. Utilizzeremo questi giorni per organizzarci anche in attesa dell’incontro governo- Coni- Figc; dopo aver sostenuto le visite ed essersi sottoposti a tamponi ogni giocatore avrà a disposizione una metà dei due campi, per un totale di 5-6 ore. Dalla settimana seguente dovremmo riprendere gli allenamenti in gruppo».

Questa settimana dovrebbe essere decisiva per capire se far ripartire il sistema calcio. Come la vede?

«A differenza della C la Serie A e B hanno altri interessi economici, quindi proveranno a ripartire seppur nel rispetto della salute. Le strade sono due: o non gioca più nessuno e quindi la Federazione dovrà giocoforza prendere in considerazione una riforma dei campionati con una riduzione delle società professionistiche, o si torna a giocare con annesse promozioni e retrocessioni. Non sono così certo che anche le retrocessioni vengano annullate perché se si riprende lo si fa in blocco, almeno per quanta riguarda il professionismo».

Anche l’anno scorso aveva sul tavolo due piani differenti a seconda della categoria. La storia si ripete?

«Diciamo che sarebbe benaugurante. Se rimanessimo in C bisognerebbe valutare insieme ai soci il budget a disposizione, mentre con un’eventuale promozione partiremmo da una solida base cui affiancare nuove pedine. Questo discorso è però al momento secondario, perché prima di tutto vogliamo certezze su questa stagione». —

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