Bob Notari scommette su Sanat e Piccinini
L’allenatore del Lentigione si “coccola” i suoi due gioiellini «Ayman ha avuto poco spazio ma non deve mollare»
Mara Bianchini
LENTIGIONE
In serie D quest’anno di talenti ne sono usciti diversi e alcuni di questi sono reggiani.
A Lentigione gli obiettivi si sono posati su Gabriele Piccinini, classe 2001 e Ayman Sanat nato nel 2002. Due giocatori di grande tecnica e tenacia che nonostante le difficoltà di un campionato di alto livello come quello della serie D hanno saputo emergere senza problemi. A dirlo non sono solo i siti web o le statistiche ma anche chi li ha allenati.
«Sono entrambi giovani e talentuosi – spiega il tecnico Roberto Notari – ed entrambi hanno un grande margine di miglioramento. Piccinini è quello fra i due che ha giocato di più e le sue qualità sono sotto gli occhi di tutti. È un giocatore duttile che può essere schierato nel vertice del rombo o in un altro ruolo. È umile ed ha carattere, si impegna sia in partita che in allenamento e non molla mai. Del resto questi ragazzi se vogliono emergere non devono mai farlo ma anzi dare ancora di più».
Quali sono invece le caratteristiche di un altro ex granata come Ayman Sanat?
«È il più giovane di tutti ed ha tanta qualità e tecnica. Ottimi fondamentali e sull’uno contro uno per essere un 2002 ce ne sono pochi. Purtroppo quest’anno non ha trovato tantissimo spazio perché eravamo un po’ affollati nel vertice del rombo. Ciò non toglie che quando ha giocato non si sia fatto notare. Anzi ha sempre fatto il suo e mi spiace perché è andato più volte vicino alla rete ma senza realizzare. Anche lui deve migliorare, non deve perdersi d’animo perché la sua carriera non può che andare verso l’alto. È determinato, mette grande impegno e mi dispiace non aver dato continuità alla stagione perché credo sarebbe ulteriormente cresciuto».
Soddisfatto dunque del gruppo che ha trovato a Lentigione?
«Molto. Giovani bravi perché ne sono stati citati un paio ma sarebbero da elencare tutti. Logico che in campo non tutti ci vanno ma sono sicuro che avranno un futuro davanti perché i giocatori si vedono anche da come si allenano. Avevo una grande stima del Lentigione da fuori e quando sono entrato come allenatore non ho potuto che dare conferma alle mie sensazioni. La società e i collaboratori sono seri, i giocatori si impegnano dando il massimo sia in campo che in allenamento ed ho anche avuto la possibilità di avere dei giovani di alto livello. Sono soddisfatto si».
Peccato non aver terminato la stagione.
«Sì, davvero. Mi sarebbe piaciuto vedere dove saremmo potuti arrivare. Quando è stato sospeso tutto eravamo in crescendo e con diversi scontri diretti davanti chissà. La salute viene prima di tutto e la chiusura è stata una scelta ottimale».
In attesa del consiglio federale del 18 maggio, lei cosa farebbe con questa stagione?
«Fortunatamente non sono io che devo decidere. Già pensavo fosse difficile fare l’allenatore figuriamoci essere nel reparto decisionale. Per cui quello che verrà deciso a me sta bene». —
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