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Ferrari e Vettel, ormai è divorzio. Il futuro è Leclerc

Jacopo D’Orsi
 Ferrari e Vettel, ormai è divorzio. Il futuro è Leclerc

Niente rinnovo a dicembre tra la scuderia di Maranello e il pilota tedesco. Probabile l’arrivo dello spagnolo Carlos Sainz jr

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Più vicino a regalare il Mondiale alla Ferrari al volante di una Toro Rosso che in cinque stagioni a Maranello, Sebastian Vettel rischia di essere ricordato più per il sorpasso su Lewis Hamilton (che illuse Felipe Massa nella bufera di Interlagos 2008) che per i successi – tanti, 14, terzo di sempre – con la Rossa.

Gli resta questo amaro 2020 per scrivere un altro finale, ma la sua illusione, ripetere l’irripetibile, il ciclo d’oro del sommo suo idolo Michael Schumacher, comunque vada è svanita ieri mattina all’alba: la Ferrari ha deciso di cambiare, niente rinnovo, a dicembre sarà addio. E i suoi «Forza Ferari», urlati rigorosamente con una erre sola, come il «Lasciatemi guidare» alla Toto Cutugno dei momenti felici, diventeranno colonna sonora di un rimpianto.

il futuro è Leclerc

Scelta chiara: il futuro è Charles Leclerc, già blindato fino al 2024 con ingaggio quadruplicato (10 milioni), sul quale si punterà senza se e senza ma. Nuovo capitano, prima guida a 22 anni dopo 7 pole e 2 vittorie. Ecco perché molto probabilmente gli sarà affiancato lo spagnolo Carlos Sainz jr, figlio d’arte della leggenda del rally Carlos Sainz sr, profilo ideale per età (25), esperienza (102 Gp), disponibilità a collaborare e rendimento: nel 2019 non ha sbagliato nulla, primo «degli altri» con 96 punti – più del doppio del compagno Lando Norris, baby di talento – e primo podio regalato alla derelitta McLaren dell’era ibrida. Non guasta nemmeno la prospettiva di un consistente risparmio: ci sono più di 20 milioni di differenza tra lo stipendio del tedesco (30) e il suo, su cui si sta trattando, circostanza che nell’era del coronavirus non lascia indifferenti il presidente John Elkann e l’ad Louis Camilleri. Mancano solo i dettagli – due anni di contratto o uno più uno, «un paio di cose da sistemare» si sussurra – per superare la concorrenza di Daniel Ricciardo, 30 anni, a sua volta in scadenza con Renault, ma molto più oneroso (20-25 milioni) oltre che ingombrante, e procedere all’annuncio.

separato in casa

Destino vuole che l’ultima volta di un «acquisto» dalla McLaren (Raikkonen) e di una coppia senza campioni del mondo (2007) coincida con l’ultimo titolo piloti Ferrari. In attesa di vedere se sarà beneaugurante per il 2021, c’è da superare il 2020 con un’incognita in più, un Vettel «ufficialmente» separato in casa. Perché di fatto lo era da tempo, da prima che la convivenza con Leclerc sfociasse in scontro aperto, plasticamente rappresentato dal disastro nell’ultimo Gp del Brasile. D’altra parte il suo divorzio è iniziato due anni fa con il «tradimento» di Hockenheim, 22 luglio 2018, dalla possibile fuga Mondiale alla scivolata che ha lanciato Hamilton verso la quinta stella. Lì s’è rotto qualcosa di più importante della SF71H spiaccicata sulle barriere all’esterno della Sachs-Kurve: la fiducia.

«Non è questione di soldi»

Troppi errori, costati forse due Mondiali, possibile per un quattro volte campione? La Ferrari ha finito per non credere più in Vettel, da allora controfigura del fenomeno descritto dai numeri (53 vittorie e 57 pole, signori), in ogni caso difeso e sostenuto finché è stato possibile: semplicemente, era il momento di dirselo. «Non è stata questione di soldi», è sincero Sebastian sebbene l’ipotesi di un solo anno di contratto a ingaggio più che dimezzato ne ferisse l’ego. Il punto è che si è sentito superato, si è sentito il passato, sensazione insopportabile: «In questo sport per ottenere il massimo bisogna essere in perfetta sintonia e abbiamo realizzato che non esiste più una volontà comune di proseguire insieme», ha detto non a caso. Aggiungendo: «È un periodo di riflessioni sulle priorità della vita». Non escluderemmo un ritiro, anche se Toto Wolff (Mercedes) dice di stare alla finestra insieme con Renault e McLaren. —



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