Niente abbracci ai gol e allo stadio da soli È il modello tedesco
Nel weekend ricomincia la Bundesliga Viaggio tra le nuove regole rigide e surreali
il caso
Niente sputi, assoluto divieto di abbracci, ammessi solo tifosi di cartone sugli spalti e ovviamente mascherine per tutti in panchina. Volete vedere di nuovo il pallone rotolare su un campo? E allora conviene abituarsi in fretta alle nuove regole che magari non cambieranno il calcio, a parte l’introduzione dei cinque cambi, ma sicuramente la visione degli appassionati (per ora rigorosamente davanti alla tv). In attesa di capire se la Serie A ripartirà veramente a giugno, un’anteprima su come sarà giocare negli stadi vuoti e con le precauzioni da coronavirus verrà servita sabato dalla Bundesliga. È il primo grande campionato europeo a ripartire dopo due mesi di stop, grazie ad un rigido protocollo sanitario di 35 pagine che riscrive abitudini e ambienti, ma i tedeschi hanno pensato davvero a tutto: dai viaggi delle squadre alle interviste post-partita, passando per la musica da mettere dopo un gol.
In questo modo la Germania traccia la strada per gli altri tornei, molti dei quali ancora alle prese con le norme per gli allenamenti, diventando una specie di laboratorio. Non solo sanitario, ma anche emozionale. «Ci guarderanno miliardi di persone», sorride Karl Heinze Rummenigge, presidente del Bayern Monaco. In Europa erano già ripartiti qualche giorno fa nelle isole Far Oer con accorgimenti simili, mentre in Bielorussia hanno continuato a giocare senza prendere alcuna misura di sicurezza.
le regole
Mondi agli antipodi, ma a fare scuola adesso è la Bundesliga. Le squadre in quarantena, prima di ogni sfida, dovranno confermare che tutti i giocatori sono negativi al Covid-19. Poi le formazioni in trasferta andranno allo stadio con diversi bus per assicurare le regole di distanza sociale, mentre i giocatori di casa arriveranno con la propria auto. Gli impianti saranno divisi in tre zone: campo (terreno di gioco, tunnel e spogliatoi), tribune ed esterno dello stadio. Chi ospita dovrà garantire che non vi siano più di 300 persone contemporaneamente e sono consentite al massimo 100 persone in ciascuna zona. Pochi gli steward presenti, così come i giornalisti (massimo dieci in tribuna e tre fotografi a bordocampo, online le conferenze stampa), mentre non ci saranno bambini o mascotte ad accompagnare le squadre in campo. Cancellata la stretta di mano tra capitani e arbitri, in panchina ci si accomoderà mantenendo 2-3 posti di distanza dal compagno più vicino con l’uso dei separé in plastica.
Tutti i membri della panchina dovranno indossare maschere, mentre l'allenatore può togliersela per dare istruzioni purché mantenga una distanza di un metro e mezzo. E in caso di gol vietata la festa da ammucchiata selvaggia: al massimo ci si tocca con i gomiti o con un piede. Le marcature a uomo e le barriere sui calci di punizione, però, sono salve. Chissà per quanto ancora. —
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