Gazzetta di Reggio

Sport

Le promesse dell’atletica /2 

La “pendolare” Veronica «Studio mentre vado al campo»

Aldo Spadoni

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BORETTO

La diciannovenne borettese Veronica Castellani è una forte giavellottista dell'Atletica Guastalla Reggiolo, dopo il diploma ottenuto al Liceo scientifico "Moro" di Reggio Emilia, frequenta il primo anno di Terapia occupazionale all’Università di Modena e Reggio.

Prima dell'atletica, ha praticato danza, nuoto, tennis ed equitazione, è anche una scout che adora camminare in montagna.

Quando e come ha iniziato con l’atletica?

«Ho iniziato per gioco nella società del mio paese di provenienza, la Folgore Boretto, era da poco morto lo storico presidente Amedeo Becchi e in paese si sentiva la volontà di portare avanti la squadra a cui lui teneva tanto. Quando avevo 7 anni, Matteo Benassi ha deciso di "raccogliere il guanto di sfida" come allenatore e mi ha coinvolto in questa avventura, mentre quella del giavellotto, più che una scelta è stata una scoperta».

In che senso?

«A 9 anni ho avuto un infortunio da sovraccarico al ginocchio, che non mi ha permesso di correre a lungo; Non potendo continuare nella corsa, ho iniziato quindi ad allenarmi con il vortex che negli anni si è evoluto nel giavellotto».

Quali sono stati i suoi record e i titoli in questi anni?

«Ho un personale di 36.26 con il giavellotto da 600 grammi. Dopo diversi podi negli anni scorsi, a settembre mi sono classificata al primo posto ai campionati italiani Csi e dal 2016, da quando ho iniziato ad allenarmi per l’Atletica Guastalla-Reggiolo, ho sempre ottenuto lo standard di partecipazione per i campionati italiani Fidal.

Dove sente di dover migliorare?

«Mi capita spesso che durante le gare importanti l’ansia prevalga e per assurdo, quasi tutti i miei personali li ho fatti in meeting di minor importanza».

Come si allena? Che sacrifici fa per restare ad alti livelli?

«Sono 25 i chilometri che mi separano dal campo di Reggiolo, mi alleno 3 volte a settimana lì e 2 volte a Boretto. E in effetti gli spostamenti per raggiungere gli allenamenti sono la parte meno divertente. Per necessità, ho imparato a studiare anche sui mezzi di trasporto, impegnarsi nello studio e nello sport è faticoso, ma siccome tengo molto ad entrambi, il mio segreto è organizzarmi bene le giornate. In futuro - sottolinea Veronica - mi piacerebbe diventare fisioterapista e non penso riuscirei mai ad allontanarmi dall'atletica, perciò aggiungo atleta- allenatrice». —





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