Gazzetta di Reggio

Sport

serie a: allenamenti solo individuali 

I club vogliono rifare il protocollo Esperti spiazzati, si spera in Conte

Guglielmo Buccheri

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Detto, fatto. I club di serie A rimettono mano al protocollo e lo riportano al punto di partenza per buona pace del Comitato tecnico scientifico del governo: gli allenamenti di squadra previsti a partire da lunedì non possono trasformarsi in una «bolla sterile» fin dal primo istante e non possono farlo per il malumore dei giocatori e, soprattutto, perché mancano, ai più, le strutture da sanificare e da aprire al gruppo allargato per due settimane.

La mossa della serie A, o meglio di quella parte sulle barricate guidata dall’Inter e a cui si è iscritta più della metà dei presidenti, ha avuto l’effetto di creare stupore (molto) ed irritazione nella metà campo di chi, gli scienziati, aveva chiesto ed ottenuto dalla Figc le necessarie modifiche alla prima stesura del protocollo medico per faticare in sicurezza: per il Comitato tecnico vivere in isolamento dal mondo esterno è condizione necessaria per la possibile ripartenza della stagione. Condizione accettata dalla Figc solo poche ore prima del contropiede dei club.

i nodi

Quale sarà il finale di una partita a tratti schizofrenica? Dal terreno di gioco esce, di fatto, un altro dei temi del contendere perché l’ultima circolare dell’Inail toglie dalle spalle del medico sociale il peso della responsabilità civile e penale se non per dolo o colpa grave (la positività viene, come noto, equiparata ad un infortunio sul lavoro).

Ne restano due, il già citato aspetto legato al ritorno a casa dei giocatori dopo l’allenamento (desiderio dei club e degli stessi calciatori) e l’indicazione, vincolante, della quarantena dell’intera squadra in caso di nuove positività. «Se non vogliono giocare lo dicano. Se vogliono ricominciare a farlo dalla preparazione di gruppo la strada è chiara...», le voci dall’interno del Comitato scientifico.

Lunedì, questa la sensazione, la serie A si presenterà al lavoro, ma in modalità individuale (dopo il campo si torna dalle famiglie) e potrebbe essere così per qualche giorno in attesa che il cortocircuito venga sciolto in un senso o nell’altro dalla politica: in Parlamento, i numeri raccontano di una maggioranza trasversale che spinge per la ripartenza dell’azienda pallone e, alla fine, di questa maggioranza potrebbe tenere conto il premier Giuseppe Conte rimodellando il protocollo della discordia e ridefinendolo in modo più favorevole al calcio. Il tutto solo se altri numeri, ben più importanti e che ci dicono quanto ancora presente possa essere l’emergenza sanitaria, forniranno al presidente del Consiglio l’assist giusto.

«Il protocollo - così il presidente della Figc Gravina - va ritoccato. Siamo convinti che si possa terminare la stagione, magari con un format diverso. I playoff? Ipotesi non ancora accantonata». —



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