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Gianluca Brintazzoli dal calcio alla corsa

Gianluca Brintazzoli dal calcio alla corsa

Il 13enne reggiano è una promessa dell’Atletica Reggio «Prima del mezzofondo correvo senza sosta in fascia»

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REGGIO emilia

Il tredicenne reggiano Gianluca Brintazzoli è un promettente mezzofondista dell’Atletica Reggio, frequenta la terza media alla Leonardo Da Vinci e da sempre lo sport è stata la sua grande passione, ha iniziato con il nuoto a tre anni, poi si è dedicato a judo e rugby prima di innamorarsi del calcio. A sette anni infatti è entrato a far parte della squadra del Santos 1948, dove ha trovato uno splendido gruppo di amici con cui ancora si ritrova per fare qualche partita.

«È stato proprio correndo senza sosta in fascia, che mi sono accorto di essere portato per il mezzofondo e a dieci anni, ho deciso di affiancare l’atletica al calcio - spiega -. Ho scelto l'Atletica Reggio perché gli allenamenti erano nei giorni liberi dal calcio e scelta non poteva essere migliore; il gruppo e gli allenatori mi hanno sempre trasmesso entusiasmo e forza».

Cosa l’appassiona di questo sport?

«La possibilità che offre di migliorarsi individualmente e di conquistare risultati impegnandosi nella propria preparazione. Lo scorso settembre, dopo l'ultimo ritiro a Fanano, ho deciso di abbandonare il calcio, per concentrarmi su quello che è diventato il mio sport preferito; è stata una scelta difficile ma non tornerei indietro. All’Atletica Reggio ho trovato tanti amici e amiche con cui condivido gli allenamenti sul campo e sui percorsi collinari, i momenti di tensione prima delle gare e i successi e gli insuccessi».

Deve ringraziare qualcuno?

«Un immenso grazie lo devo al mio coach Vehid Gutic, che oltre ad occuparsi della mia forma atletica, mi sprona sempre a dare il meglio per raggiungere i miei obiettivi; quando gareggio, con la coda dell'occhio lo vedo comparire in ogni punto del percorso per incitarmi e consigliarmi la tattica migliore. Un grazie va anche al mio preparatore atletico Riccardo Coriani che con pazienza e costanza mi fa fare esercizi per evitare possibili infortuni».

Quali i suoi successi?

«Nel 2019 ho vinto molte gare di corsa campestre, a Boretto, Rubiera, San Polo, Castelnovo Monti e Modena, sono arrivato secondo nella gara cross regionale di Correggio e a novembre ho guadagnato il titolo di campione regionale UISP di corsa campestre a Castel S. Pietro».

Il futuro?

«A gennaio sono passato nella categoria Cadetti, la vita da primo anno è sicuramente più difficile, soprattutto per chi come me è nato a dicembre, a livello regionale ho vissuto come un trionfo il mio quinto posto nella gara cross regionale di Bologna, classificandomi primo dei 2006 in gara. Il mio sogno per il prossimo anno è la qualificazione per le gare nazionali di cross, che quest'anno non ho raggiunto per un soffio, e anche di corsa su pista». —

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