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La mezzofondista Letizia Zanni al lavoro per correre la mezza maratona

Aldo Spadoni
La mezzofondista Letizia Zanni al lavoro per correre la mezza maratona

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REGGIO EMILIA

La 19enne reggiana Letizia Zanni è una mezzofondista dell’Atletica Reggio, frequenta l’ultimo anno del liceo Spallanzani e in futuro vorrebbe iscriversi alla Facoltà di Matematica.

Da quattro stagioni è con l'Atletica Reggio.

Come ha vissuto questi quattro anni di atletica?

«Il primo anno ho preso confidenza con le diverse specialità. Nella seconda stagione, allenata dal professor Manzini, ho iniziato con velocità ed ostacoli, quindi sono passata alla corsa di resistenza».

Le prime prove in ambito scolastico?

«Sì, sia alle medie che alle superiori ho sempre partecipato alle competizioni scolastiche di corsa campestre con buoni risultati. A maggio 2018 ho corso il mio primo 1500, senza un particolare allenamento da mezzofondista, convincendo il mio allenatore qualche giorno prima della gara di farmi provare anche senza preparazione. Da lì in poi mi sono concentrata sui 1500, e di gara in gara ho sempre migliorato i miei tempi, fino all’estate del 2018 quando mi sono trasferita in Australia».

Una esperienza utile?

«Sotto l’aspetto sportivo non tanto: mi allenavo poco e sempre da sola, correvo soprattutto sulla spiaggia, ho visto un campo di atletica solo le tre volte in cui ho partecipato a gare scolastiche dove ho rappresentato la mia scuola australiana ai campionati dello Stato del Queensland».

Poi, nel dicembre 2019 il ritorno in Italia.

«È stato importante per me tornare ad allenarmi con metodo: dopo un mese di allenamento, ai campionati indoor di Ancona sono scesa per la prima volta sotto i 5 minuti e nella stagione outdoor ho mancato il pass per gli Italiani solo per pochi centesimi di secondo».

In mezzo ha avuto anche problemi fisici...

«Sì, anche se per fortuna non gravi da farmi smettere. Certo, alla fine hanno condizionato gli allenamenti e influenzato su qualche risultato nelle gare. Ma non ho mai pensato di mollare. In questo un ruolo importante l’ha avuto il mio allenatore, che è sempre stato capace di seguirmi e adattare il programma alle mie necessità, mi ha saputo seguire dal punto di vista sia fisico che psicologico; insieme a lui anche la mia compagna di allenamenti,la triplista Chiara Rubaltelli ha giocato un ruolo importante e decisivo per il suo sostegno».

Difficile conciliare sport e studio?

«La flessibilità degli orari di allenamento e la disponibilità del mio allenatore, mi hanno permesso di non rinunciare quasi mai ad altri impegni; in questo periodo ho lavorato sulla muscolatura per mantenere il fisico attivo e pronto per ricominciare».

Quali sono gli obiettivi futuri?

«Correre è tra le mie prime passioni, e non ho intenzione di abbandonare questo sport, sono consapevole che l'università comporterà un impegno maggiore, ma confido di riuscire a conciliare le due cose. In futuro mi piacerebbe provare ad allungare le distanze, e magari arrivare a correre anche mezze maratone». —



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