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il destino del calcio dilettanti 

Nessuno decide, tutti parlano Vigliotta: «Meritiamo la D» Saccani: «Campionati nulli»

Luca Cavazzoni
Nessuno decide, tutti parlano Vigliotta: «Meritiamo la D» Saccani: «Campionati nulli»

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Luca Cavazzoni / REGGIO EMILIA

Nessuno decide, ma in compenso parlano tutti. Il calcio dilettantistico è fermo da quasi tre mesi ma nessuno ancora ha messo ufficialmente la parola fine ai campionati. Dalla prossima settimana, tuttavia, qualcosa dovrebbe muoversi.

CONSIGLIO FEDERALE

Dopo un paio di rinvii, sarebbe mercoledì 20 Maggio la nuova data in cui si riunirà il Consiglio federale della Figc. Per quanto riguarda il movimento dilettantistico, la prima decisione che sarà ratificata è fuori discussione.

A questi livelli è praticamente impossibile trovare un protocollo che garantisca la sicurezza sanitaria facendo poi ricadere ogni responsabilità sui presidenti delle rispettive società, quindi si procederà con la sospensione definitiva di tutti i campionati che attualmente sono fermi fino a lunedì 18 Maggio. «Non dobbiamo più preoccuparci di terminare l'annata - ha detto Cosimo Sibilia presidente della Lega Nazionale Dilettanti - ma di come ripartire domani».

NOVITÀ E VERDETTI

Per evitare di bloccare le aule dei tribunali con montagne di cause, il Governo ha accolto la richiesta del numero uno della Figc , Gabriele Gravina emanando un apposito decreto con il quale vieta anche alle società dilettantistiche la possibilità di fare ricorso a seguito dei verdetti emessi dai rispettivi Comitati regionali. Sono stati tolti sia il grado di giustizia ordinaria sia quello della giustizia sportiva, l'unica possibilità sarebbe ricorrere al Tar regionale oppure al Collegio di garanzia del Coni.

Poi la direzione pare tracciata, dalla promozione delle prime in classifica fino al blocco delle retrocessioni. Le graduatorie sarebbero ritenute valide fino al momento della sospensione, i ripescaggi verrebbero trattati successivamente stilando una graduatoria di merito dalla quale attingere durante la composizione dei gironi della prossima annata. Ma non è tutto: resta da capire come fare sui posti solitamente assegnati dai play off e dalle relative coppe.

LA MAZZATA

«Per quanto riguarda i dilettanti, bisognerà attendere un vaccino. Il rischio zero non ci sarà a Settembre ma neppure ad Ottobre e Novembre, bisognerà avere grande pazienza ed equilibrio».

Così ha tuonato a Radio Punto Nuovo nelle ultime ore Pino Capua, membro illustre della commissione medica della Figc e presidente della commissione antidoping.

«Siamo pronti a ripartire anche con le società dilettantistiche, il 18 Maggio potrebbe essere il giorno giusto anche per lo sport di base».

A parlare ai microfoni di Rai Radio2 è stato Vito Cozzoli, il presidente di Sport e Salute.

«Forse vedremo atleti piccoli e grandi mascherati - ha aggiunto il presidente dell'azienda pubblica che si occupa dello sviluppo dello sport sul territorio nazionale - andranno rispettate alcune regole sul distanziamento e ci sarà il gel igienizzante all'ingresso dei campi».

REAZIONI NOSTRANE

«Noi siamo in attesa - ammette Michele Vigliotta, direttore sportivo della Bagnolese capolista in Eccellenza - far salire le prime e bloccare le retrocessioni farebbe contenti un po' tutti. Aspettare il vaccino per giocare? Non ci voglio credere, c'è il rischio di far passare anche due o tre anni. Noi ci stiamo informando, pare si possano reperire delle mascherine adatte per l'allenamento. È chiaro che la salute ha la priorità, speriamo che il rischio di contagio sia sempre più basso».

«Troppe partite ancora da giocare per decretare delle vincitrici - sostiene Riccardo Saccani direttore sportivo del San Prospero Correggio di Prima Categoria - i campionati vanno annullati. Ogni decisione verrà accettata, giusto ridurre i gradi di ricorso. Le classifiche vanno tenute valide per posti liberi e ripescaggi, le prime salirebbero comunque. Mancano le sicurezze per ripartire, fino a ieri ci costringevano a stare chiusi in casa. Il distanziamento sociale è obbligatorio, per sport di contatto è dura. Nel quotidiano si avverte paura, c'è gente terrorizzata. Il calcio anche professionistico è l'ultimo dei problemi, a me riesce difficile anche solo parlarne».—

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