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l’amarcord granata 

Sacchetti e quel gol pesantissimo “sotto casa”

Luigi Cocconcelli
Sacchetti e quel gol pesantissimo “sotto casa”

Il 16 maggio di 27 anni fa, i granata conquistarono la serie A pareggiando a Cesena con una rete dell’ala romagnola

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Luigi Cocconcelli

REGGIO EMILIA

Domenica 16 maggio 1993. Ecco un’altra data destinata a rimanere indelebile nella storia della Reggiana. Quel giorno di 27 anni fa, pareggiando per 1-1 a Cesena, la truppa di Pippo Marchioro festeggiava sul campo la certezza matematica della sua prima , storica promozione in A. L’autore di quella rete, Paolo Sacchetti, ricorda, a distanza di anni, come fosse ieri quella stagione e quel gol.

«Fu- dice- la mia nona segnatura stagionale, fatto inedito per me che al massimo ero arrivato a quattro, ma giocavo ala od interno, e questa collocazione in campo mi consentì anche di diventare il miglior marcatore della Reggiana. Il merito fu di Davide Zannoni, romagnolo di Verrucchio, che saltò un paio di avversari e sull’uscita del portiere Fontana mi servì in pratica un rigore in movimento, non potevo sbagliare».

Scherzando Sacchetti dice che il match fra Cesena e Reggiana è un poco nel suo destino. «La prima partita che vidi, nel 1973 fu proprio una sfida tra bianconeri e granata, decisa da un goal di Carnevali, centravanti possente che se non sbaglio poi giocò anche a Reggio e che purtroppo è morto presto, nel 2011, a soli 64 anni». Non sbaglia. Arrivò in granata dall’Ascoli, in cambio di Zandoli, altro romagnolo, non fece benissimo. Ma torniamo a Sacchetti. Emozioni di quel giorno? «Tante, per me fu bellissimo festeggiare la promozione a due passi da casa (è nato a Cesenatico, ndr), quell’annata a Reggio resta la mia migliore da calciatore, in assoluto».

E con il senno di poi rimpiange la scelta, a novembre, di chiedere la cessione.

«Giocavo poco, non trovavo spazio e così accettai la proposta del Bologna, che è vero, era in serie C, ma rimaneva una blasonata, tanto che 3 anni dopo era di nuovo in A, ma con più pazienza , tornassi indietro, rimarrei a Reggio, mai conosciuto una tifoseria, un ambiente così bello, appassionato nella mia carriera».

Oggi Sacchetti allena il settore giovanile a San Mauro Pascoli, da un anno è in pensione e gli resta il cruccio di non sapere se in estate può dedicarsi a quello che lo gratifica, negli ultimi anni, maggiormente: lavorare in piscina con disabili.

L’ultimo pensiero è per la Reggiana: «Posso fare io una domanda? Come sta andando?». La nostra risposta non può che essere una: «Bene, prima della pandemia...». Al che Sacchetti replica: «Sono contento, Reggio e la Reggiana mi sono rimasti nel cuore». —

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