La "Seconds Out" di Galli si allena in parrocchia
In attesa del via libera agli allenamenti la società ha ripreso l’attività all’oratorio di Gavassa
REGGIO EMILIA. Ko tecnico? Neanche per sogno. Come tutti gli altri sport, anche il mondo della boxe ha dovuto riporre i guantoni in un armadio in attesa di tempi migliori. C’è però chi non riesce proprio a stare con le mani in mano e decide di utilizzare forme d’insegnamento originali e differenti, ma non per questo meno proficue.
È il caso della Seconds Out, società con sede in via dell’Areronautica. Il presidente Michael Galli, 39 anni, illustra la situazione della propria società ai tempi del Covid-19.
«Quando è arrivata la notizia della chiusura totale - spiega l’istruttore- ci siamo attivati subito per spostare le nostre lezioni online, perché volevamo continuare ad offrire ai nostri iscritti un servizio adeguato. Dall’11 maggio, in seguito all’inizio della Fase 2, abbiamo deciso di riprendere gli allenamenti all’aperto trovando un accordo con la Polisportiva Gavassa per la concessione degli spazi dell’area parrocchiale. Considerata l’impossibilità di scontrarsi uno contro l’altro ci stiamo focalizzando principalmente sulla parte fisica, anche se non vediamo l’ora di tornare a sfidarci».
Un modo, quello della Seconds Out, pensato per tenersi in attività in attesa di tornare in palestra. «Se non ci saranno cambiamenti lunedì prossimo riapriremo finalmente la nostra struttura- continua Galli- gli atleti non sono tenuti a portare le mascherine, mentre noi tecnici nel momento in cui torneremo in uno spazio chiuso avremo l’obbligo di indossarla. I nostri tesserati fremono per riassaporare un briciolo di normalità, ma per i primi incontri si parla di giugno-luglio e rigorosamente a porte chiuse. Tutti i tornei sono invece stati spostati da settembre in avanti”.
Una realtà, quella in zona Campovolo, molto giovane ma in grande espansione: “Siamo nati da solo un anno, ma siamo riusciti a creare una solida organizzazione. La gestione è affidata a me e Mattia De Bianchi, e sono contento di aver fatto diventare quella che è la mia passione anche la mia professione. Abbiamo trenta agonisti e circa un centinaio di amatori, e vogliamo riprendere il lavoro interrotto per prepararci nella maniera più adeguata ai campionati italiani».
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