Passalacqua 2020 senza freni «Senza qualche “borangata” saremmo andati in serie A»
Parla uno dei giocatori rimastI nel cuore dei sostenitori della Reggiana, per i suoi dribbling e per il suo carattere
L’INTERVISTA
MARCO BERTOLINI
Qualsiasi tifoso della Reggiana che era ragazzo negli anni 70 ha ancora negli occhi la sua discesa sulla fascia, il dribbling a mettere a terra il difensore ed il gol che ha permesso alla Reggiana di Salvarsi nello spareggio di San Siro. Questo lo ha fatto diventare un’autentica icona della storia granata ma Sileno Passalacqua è stato anche molto altro. Ala destra, seconda punta libera di svariare su tutto il fronte d’attacco, una libertà tattica che solo in parte spiega le 224 presenze e 23 gol in maglia granata. «Ci fu un periodo in cui ero in polemica con l’allenatore e durante la partita feci mezzo giro di campo con il dito medio alzato per schernirlo. Per fortuna che c’era Lari, per me era un secondo babbo e quando c’era qualcosa che non andava ci pensava lui a sistemare tutto».
TIFOSI SOTTO CASA
Arrivato a Reggio nel 1969, a parte una breve parentesi in prestito al Perugia, rimase in granata 8 stagioni. «Sono stati anni bellissimi di cui ho un ricordo speciale. Arrivai a Reggio dopo l’esordio in serie A con la Fiorentina. Quando venni ceduto alla Ternana non volevo andare via, ma purtroppo non rientravo più nei piani tecnici e malvolentieri fui costretto ad accettare il trasferimento. Ho fatto molto bene in granata, ma avrei potuto fare di più se la pubalgia non mi avesse limitato».
Il ricordo non può che tornare a quel 26 giugno 1975, quando un suo gol salvò la Reggiana: «Avevo già un accordo con il Genoa, ma al ritorno a Reggio avevo i tifosi sotto casa per non farmi andare via, e dopo tutto quell’affetto come fai ad andartene? Quel giorno andò tutto bene per fortuna, andammo all’intervallo sul pareggio dopo essere passati in vantaggio. A sette minuti dalla fine loro non ne avevano più, mentre io mi sentivo proprio bene, sfruttando la mia velocità sono riuscito ad andare via sulla fascia dribblare il difensore e segnare il gol. Fu una giornata bellissima».
Otto anni di militanza che hanno un solo rammarico «Nelle mie stagioni alla Reggiana facemmo un solo anno di C e sette di B - ricorda con orgoglio - ma poteva essere qualcosa di più. Con un po’ più di fortuna e qualche “borangata” in meno. Non posso dimenticare una partita a Palermo che perdemmo perché Lamberto tentò di stoppare di petto ma il pallone finì in rete. Non aver raggiunto la promozione è l’unico rammarico che ho della mia esperienza in granata».
Il talento di Passalacqua non è però riconosciuto solo a Reggio Emilia, Sileno è uno degli eroi granata che campeggiano sul murales della tribuna del Mirabello, ma le sue imprese sono ricordate anche a livello nazionale.
PRIMA DI TOTTI
« È stato un vero onore essere citato da Claudio Ranieri in una sua recente intervista, lo affrontai quando ero a Terni contro il Catanzaro e sinceramente non gli ho mai fatto vedere il pallone nonostante le sue “cure”. «Ma ho un altro record che ricordo con orgoglio – continua Passalacqua – sono stato il primo in Italia a fare il “cucchiaio” dal dischetto. Avevo visto Panenka e non vedevo l’ora di rifarlo in partita. Mi sono allenato molto in allenamento facendo arrabbiare il portiere della Ternana Poerio Mascelli, che ogni volta mi mandava a quel paese. Quando in un Ternana – Genoa capitò un rigore non ci pensai due volte. La mia parabola però fu più alta di quella di Panenka e la palla si insaccò piano piano sotto la traversa tra lo stupore generale».
UN PENSIERO PER GREVI
Parlando di Reggio il pensiero di Sileno corre subito a Giampiero Grevi. E a un ricordo ben preciso: «Il giorno dell’inaugurazione del murales eravamo solo io e lui tra gli ex granata e con orgoglio ci vedevamo rappresentati sulle mura del Mirabello. Giampiero era una persona straordinaria la sua scomparsa mi ha addolorato veramente tanto». —
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