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Tanta B, la A è solo sfiorata ma al Mirabello ci si diverte

MA.BER.
Tanta B, la A è solo sfiorata ma al Mirabello ci si diverte

Sono gli anni di Boranga e Passalacqua, dello spareggio-salvezza a San Siro deciso da un gol memorabile della funambolica ala destra granata

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REGGIO EMILIA

Tutto sembra pronto per il definitivo salto tra i grandi. Gli anni 70 dei granata invece si aprono con l’ennesima beffa: la squadra di Bizzotto parte con l’intenzione di conquistare la promozione in serie A, sfuggita per ben 2 volte negli ultimi 3 anni ed invece i granata si impigliano in un’imprevista palude di risultati deludenti, e all’ultima di campionato la Reggiana viene fermata a Catanzaro dal risultato più inutile.

È uno zero a zero che per un solo gol di scarto ci condanna alla C. In estate si chiude l’era Bizzotto, la panchina nella stagione 70/71 viene affidata ad Ezio Galbiati. Ritornano a vestire il granata Boranga e Passalacqua.

La squadra granata disputa un grandissimo campionato, segnando a ripetizione e subendo pochissimi gol, stabilendo una serie di record incredibili tra cui i soli 9 gol subiti in 38 partite (tutt’oggi record imbattuto) e piega la concorrenza dell’Alessandria e vince con 58 punti il girone A di serie C.

Per il campionato 71/72 la dirigenza sceglie la continuità e sia per la panchina che nella composizione della rosa, che comunque viene rinforzata con il difensore Marini e soprattutto con l’acquisto in attacco di Flaviano Zandoli.

Ci si gioca la promozione fino alle ultime 3 giornate quando 2 sconfitte ci condannano ad un’altra delusione. La terza e ultima stagione di Galbiati si concluderà invece con un anonimo 10 posto, parzialmente compensato da un inatteso cammino in Coppa Italia che ci porta fino ai gironi di semifinale contro Juventus e Inter. Nel campionato 73/74 si riparte da un duo reggiano in panchina: Campari e Grevi. La squadra viene profondamente rinnovata ma il campionato risulterà molto deludente con una salvezza guadagnata solo all’ultima giornata grazie alla differenza reti. La stagione 1974/1975 va addirittura peggio: i granata sono costretti a giocarsi la salvezza allo spareggio. Il 26 giugno 1975, allo stadio di S. Siro va in scena e passerà alla storia la sfida contro l’Alessandria, che aveva concluso il campionato a 34 punti come la Reggiana. La Reggiana ottiene la tanto sospirata salvezza grazie ad un gol da antologia di Passalacqua all’82° minuto, dopo l’1-1 del primo tempo, e grazie anche all’incitamento dei tanti reggiani che raggiungono in auto e in più di 30 pullman lo stadio milanese. Nel campionato 75/76 purtroppo arriva la retrocessione, evitata nei due anni precedenti. Nella stagione 1976/1977 il quadriumvirato inizia un lento e costante disimpegno societario ed entrano come nuovi soci Alessandro Fagioli, Franco Vacondio e Mirco Landini.

La squadra viene affidata a Mario Caciagli, disputa un buon campionato ma non partecipa mai attivamente alla lotta per la promozione. Alla vigilia del campionato 77/78 si assiste ad una nuova rivoluzione, in panchina siede il duo Mammi/Corsi e in campo si punta decisamente sui giovani, capitanati da Mossini e Testoni che tanto bene avevano già fatto nella stagione precedente. La Reggiana disputa un buonissimo campionato e la linea verde seguita dalla società viene così premiata con un terzo posto finale a 46 punti. Il decennio si chiude con Mammi e i suoi giovani che prima illudono e poi crollano nel finale, Mammi viene esonerato a cinque giornate dalla fine e la squadra - affidata a Franco Marini - chiude al quarto posto. —

MA.BER.

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