Oggi il D-day Il Consiglio federale può negare la serie B alla Reggiana
Secondo la proposta della Lega è il Carpi a dover salire La Figc potrebbe però decidere di non fermare il campionato
reggio emilia
La data segnata in rosso sul calendario è arrivata.
Oggi il Consiglio Federale si esprimerà sul futuro del calcio italiano in seguito all’emergenza Coronavirus e, in casa Reggiana si stanno tenendo le dita incrociate per quella che potrà essere la risposta.
È inutile nasconderlo, in ballo nella giornata di oggi c’è un posto in Serie B poiché se dovesse essere approvata la proposta che presenterà la Lega Pro sarà il Carpi a festeggiare la promozione. Reggiana, Bari e Carrarese in primis però non ci stanno, perché sono loro le seconde dei tre gironi della Serie C e non vogliono accettare il fatto che sarò una formazione terza in classifica a fare il salto di categoria. Da diverse settimane hanno fatto sentire tutto il loro dissenso e si sono dette pronte a lottare in ogni sede possibile per difendere quello che a loro dire sarebbe un vero e proprio torto sportivo. Dopo un’iniziale fase di paura per la proposta che presenterà la Lega Pro è iniziato però a trapelare un po’ di ottimismo perché la sensazione pare essere quella che la Figc rigetterà quando deciso dai club di terza serie in fase di assemblea.
Il Presidente federale Gravina non ha nessuna intenzione di dichiarare chiusi i campionati senza provare a fare il possibile per giocare, anche se questa scelta potrebbe creare un grosso dissenso nelle categorie inferiori dove molte squadre preferirebbero mettere la parola fine alla stagione per provare anche a risparmiare qualcosa dopo il “bagno di sangue” di questi ultimi mesi. La partita di oggi si giocherà su più tavoli, perché da una parte ci sarà la Serie A e dall’altra le categorie inferiori dove, soprattutto in terza serie e nei dilettanti si vuole mettere la parola fine a una stagione che sta costringendo i club ad avere solo delle spese.
La chiusura della Serie D appare quasi scontata, mentre per la B e la C regna ancora grossa indecisione. Se la curva del contagio non subirà nuove impennate la Serie A ripartirà il 13 giugno, come confermato ieri dal ministro Spadafora, ma il presidente della Lega Pro Ghirelli vuole chiudere la Serie C senza se e senza ma, come detto a più riprese nelle ultime settimane e a sostenerlo ci sono le squadre che non ambiscono alla promozione e che vogliono solamente finire la stagione, il come non è importante. Se il Consiglio Federale dovesse oggi respingere la proposta della Lega Pro dovrà poi decidere il modo in cui portare a termine la stagione, ovvero scendendo in campo o scegliendo un altro criterio per decidere la miglior seconda che sarà promossa in Serie B.
Quella di oggi però potrebbe anche essere una “non decisione”, con il presidente Gravina che rimane in attesa delle decisioni del governo e non vuole essere ricordato come colui che ha fermato “la terza azienda del paese” e si potrebbe assistere ad un posticipare il momento di decidere da parte del Consiglio Federale, in attesa che lo faccia qualcun altro e che tolga ogni responsabilità dagli uffici della Figc. —
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