Serie A, c’è il primo via libera In quarantena solo i positivi
Niente ritiro preventivo. La decisione sulla ripartenza attesa per il 28 maggio Il ministro Spadafora: «L’Italia ha riaperto, adesso lo faccia anche il calcio»
Il passo in avanti, stavolta, è come un gol per il calcio che vuole ripartire. L’assist lo confeziona il Comitato tecnico scientifico nel momento in cui dà l’ok agli allenamenti di squadra senza l’obbligo del ritiro preventivo: niente bolla sterile, ma quarantena solamente per l’eventuale giocatore positivo e, in quel caso, isolamento per l’intero gruppo che, pur sottoposto a tamponi ogni 48 ore per due settimane, può continuare ad allenarsi.
l’indicazione dei club
I club avevano indicato la nuova via in un protocollo dove si cancellava, come detto, l’obbligo di cercarsi una struttura dove far vivere l’intera comitiva fin dal primo momento seppur in assenza di positivi al coronavirus: da oggi, l’intera comitiva potrà allenarsi in gruppi (massimo di otto fino a lunedì, poi senza restrizioni) e tornarsene a casa una volta terminata la sessione di lavoro, così in un quadro dove non compaiono contagiati.
l’assist degli scienziati
L’assist degli scienziati governativi viene raccolto anche dal ministro per lo Sport Spadafora che può disegnare il prossimo copione. «Il 28 maggio – dice – ho convocato i vertici del calcio e quella sarà l’occasione, dati della curva epidemiologica alla mano, per capire se il 13 giugno può ricominciare il campionato». La strada appare, così, più decifrabile e meno in salita: se il 28 maggio i numeri dell’emergenza sanitaria confermeranno il trend in diminuzione, la serie A otterrà il via libera per tornare in campo a metà giugno.
Per fine mese, la Figc dovrà studiare un nuovo protocollo – la commissione medica è già al lavoro – che definisca le modalità delle trasferte e la gestione delle partite da sottoporre all’esame del Comitato tecnico scientifico perché la «Fase Tre» non è stata ancora analizzata ed è rimandata al momento in cui la serie A dovesse ottenere il disco verde alla sua ripartenza. Di sicuro c’è già l’apertura di Spadafora ad adottare quello che viene definito il modello tedesco e che, da ieri, è diventato la linea guida per gli allenamenti di squadra: davanti ad una positività, niente quarantena di gruppo automatica.
ripresa il 13 giugno?
Il calcio che vuole ripartire va a segno ed i club, adesso, possono ripensare il loro modo di lavorare. E il nuovo, possibile, terreno di divisioni o veleni si sposta sulla data dell’eventuale ripresa: il voto della Lega l’ha fissata nel 13 giugno, ma in molti, fra cui Torino, Napoli, Udinese, Sassuolo e Sampdoria, pensano che sia troppo rischioso non poter disporre di almeno una settimana in più per la preparazione. Il presidente dell’Associazione calciatori Tommasi parla di «almeno un mese per evitare infortuni» e come lui la pensano diversi dirigenti sportivi. «Se l’Italia riparte, deve ripartire anche il calcio», dice Spadafora al Tg2. «Mi hanno etichettato come il nemico del pallone, ma non è così: se lo fossi stato avrei potuto fare come la Francia , dove si è fermato tutto da tempo», continua il ministro. Da ieri sono state definite anche le linee guida per le palestre e i centri sportivi. —
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