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Basket serie A

Via Frosini, il dg Barozzi nuovo uomo-mercato

Linda Pigozzi
Alessandro Frosini e Filippo Barozzi nella sede della Gazzetta di Reggio
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Alessandro Frosini e Filippo Barozzi nella sede della Gazzetta di Reggio

La rivoluzione in casa Pallacanestro Reggiana: il direttore generale sarà supportato dallo scout Breveglieri

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REGGIO EMILIA. È finita l’avventura in biancorosso del direttore sportivo Alessandro Frosini.
Undici anni da protagonista della Pallacanestro Reggiana, prima come giocatore - fu capitano nell’annata 2010/11 della salvezza in Legadue strappata all’ultimo - poi come dirigente, si sono conclusi ieri mattina dopo un colloquio con l’ad Alessandro Dalla Salda.
L’addio al ds, cui non sarà rinnovato il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno, è quindi la prima mossa societaria della nuova era.
Frosini non sarà sostituito, nell’ottica di riduzione dei costi che la Pallacanestro Reggiana sposerà.
Uomo mercato diverrà il dg Filippo Barozzi che sarà supportato dallo scout, già sotto contratto, Bebo Breveglieri.
Arrivato a Reggio nell’estate 2009, “Ale” Frosini in biancorosso chiuse due anni dopo una carriera da giocatore di altissimo livello che lo portò a vincere, fra l’altro, per due volte l’Eurolega con la Virtus Bologna di Ettore Messina.
L’addio al basket giocato venne celebrato al Bigi nel settembre 2011 in un’amichevole, organizzata dal club reggiano, proprio contro le V nere.
Passato dietro la scrivania, centrò la promozione in serie A alla sua prima stagione da dirigente. Da lì il crescendo fino alle annate magiche delle finali scudetto e della conquista delle due coppe: l’Eurochallenge nell’aprile 2014 e la Supercoppa nel settembre 2015. Unico trofeo, quest’ultimo, che mancava nella sua bacheca da giocatore.
A lui si devono i grandi colpi di mercato delle annate d’oro del club: dai gemelli Lavrinovic a Veeremenko, passando per l’allora prospetto Della Valle, strappato a una folta e agguerrita concorrenza.
Il colpo più eclatante resta però Rimas Kaukenas che più volte, a microfoni spenti, ha dichiarato di aver scelto Reggio perché convinto dall’ormai ex direttore sportivo.
Portò nel club l’esperienza da giocatore di alto livello, conoscitore dei meccanismi di gioco e sempre lucidissimo nelle analisi dei match, aveva svolto negli anni, di concerto con il responsabile del settore giovanile Andrea Menozzi, anche un importante lavoro di scouting sui giovanissimi, tanto da essere riuscito a portare a Reggio tanti prospetti, su tutti il talento, allora 14enne, Sasha Grant (passato poi al Bayern), oltre a essere riuscito a “mettere le mani” su Matteo Spagnolo, astro nascente del basket italiano ora al Real Madrid, anche se il passaggio per una molteplicità di fattori non si concretizzò mai.
«Dopo undici anni vissuti in biancorosso, ho deciso insieme alla società che è giunto il momento di salutarci - ha dichiarato ieri dopo l’uscita di scena -. Sono orgoglioso di aver contribuito a portare ad altissimo livello la Pallacanestro Reggiana ad aver scritto pagine importanti della storia di questo club. Un grazie di cuore al patron Stefano Landi ed a tutta la società, mi piace pensare che quello di oggi non sia un addio ma un arrivederci. Rimarrò per sempre un tifoso biancorosso».
«Oggi si chiude un ciclo che ha visto Alessandro essere uno dei punti cardine delle straordinarie stagioni vissute in questo ultimo decennio, prima come uomo e poi come professionista - ha commentato Alessandro Dalla Salda, fresco di ritorno nel ruolo di amministratore delegato -. Lo ringrazio a nome di tutto il club e gli rivolgiamo il nostro più sincero ed affettuoso in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera».

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