«Il merito sportivo lo si decide in campo non in qualche stanza segreta»
Luca Quintavalli all’indomani del Consiglio federale «Decisivi gli esposti delle società dopo l’assemblea di Lega»
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA
«Siamo molto soddisfatti di come sono andate le cose. Le determinazioni assunte dal Consiglio federale vanno nella direzione che volevamo. Noi siamo perché venga riconosciuto il merito sportivo».
Presidente Quintavalli, converrà che è un po’ curioso che tutti scomodino il merito sportivo. Lo faceva persino Bonacini, quando con il suo Carpi si sentiva già in B...
«Io non mi sento in B. Io ho sempre sostenuto, con coerenza, la necessità che si dovesse finire ciò che si è cominciato. Quindi, siccome la Reggiana vuol giocarsi la possibilità di salire in B è giusto che sia il campo ad avere l’ultima parola e non qualche calcolo discutibile».
In realtà era la media punti/partite...
«Peccato che non tutte le squadre avessero disputato lo stesso numero di partite. Anche in questo il Consiglio federale ci ha dato ragione, sconfessando completamente l’orientamento uscito dall’assemblea delle società della Lega Pro...».
La replica è fin troppo facile: si è votato democraticamente...
«Diciamo che si è votato. Gli avverbi li eviterei. Le assemblee fatte in questo modo non sono mai il massimo. Poi, per carità, il momento che viviamo è questo e quindi è tutto molto relativo. Tuttavia se fosse stata davvero una assemblea senza problemi, perché allora nel giro di due giorni sul tavolo del presidente della Figc sono piovute diffide come la nostra e altro genere di esposti? Evidentemente perché non tutto si è svolto come ci saremmo tutti aspettati».
Entrando più nel dettaglio?
«Entrando più nel dettaglio si è puntato molto sulla voglia delle squadre di chiudere la stagione. Tutti siamo turbati e spaventati per quello che ha attraversato e sta attraversando il paese. Poi però, dopo che hai detto: si chiude occorre che un minimo di dibattito ci sia, sul modo in cui si decide di chiudere. E invece questo non è successo e ci siamo trovati a dover votare una proposta di valutazione per la scelta della quarta da promuovere in B, che nessuno aveva mai visto. Ci avessero detto che ciascuna società poteva indicare il criterio che riteneva più giusto, noi saremmo andati all’appuntamento più attrezzati».
Il famoso coefficiente di ponderazione...
«Che per quanti difetti avesse premiava una seconda e non una terza in classifica. Ma comunque, insisto, non era questa la nostra linea, noi volevamo giocare».
E forse adesso giocherete, anche se non si sa con chi: molte squadre hanno già detto che per loro il campionato è finito...
«Non nego che ci siano elementi ostativi alla ripresa del campionato. Se anche tutte squadre dovessero partecipare, sarebbe un vero tour de force con tre partite a settimana dalla seconda metà di giugno fino a metà agosto. Alla fine credo che si orienterà sui playoff con le squadre che saranno disponibili».
Ha fatto un conto di quanto spenderà in più la Reggiana per adeguarsi ai protocolli?
«Li stiamo facendo, la prossima settimana è in programma una riunione ad hoc proprio su questo tema. Invero l’ultima stesura del protocollo ha reso più leggero l’esborso, ma resta una spesa importante». —
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