«Nonostante il lockdown non ho smesso di costruire il mio futuro»
Il 19enne Jacopo Soviero è diventato professionista a gennaio «Mi divido fra allenamenti e studio per preparare l’esame di maturità»
L’intervista
adriano arati
Una lunga estate da affrontare divisa fra esame di maturità, allenamenti, rimpianti per un’avventura mai conclusa e un futuro da scoprire. È quella che attende il 19enne Jacopo Soviero, uno dei ragazzi della Pallacanestro Reggiana sotto contratto, riferimento umano e tecnico della formazione giovanile che ha sfiorato la vittoria alla Next Gen Cup.
Dopo aver passato la quarantena a Reggio con i compagni di squadra, ora è nelle Marche, dalla famiglia. E finalmente ha potuto ritoccare l’amato pallone da basket.
«Adesso riesco ad andare al campetto, da solo, a fare due tiri, al massimo con mia palla a passarmi il pallone. Ci voleva, ormai», sorride.
La parte tecnica è quella su cui non ha potuto lavorare in questi mesi, no?
«È così, il tono muscolare lo abbiamo mantenuto, ci siamo sempre allenati e abbiamo fatto esercizi grazie alle indicazioni video fornite dalla società, ma il pallone mancava tanto».
Poche settimane fa il responsabile del settore giovanili Andrea Menozzi ha usato belle parole per lei, «riferimento morale e capitano per diritto acquisito» del gruppo. Che ne pensa?
«Ho letto le parole di Andrea e mi hanno fatto molto piacere, io cerco sempre di mettere intensità e di spronare i miei compagni, in allenamento cerco di provocarli, nel limite, e di impegnarmi sempre al massimo».
Sempre Menozzi spiegava che per la sua crescita è fondamentale un tiro da fuori efficace. Ci sta lavorando?
«È verissimo, il tiro da fuori per un giocatore come me è fondamentale, nel basket contemporaneo e mettevo molta attenzione a questo aspetto. Adesso posso riprendere, dopo la sosta forzata».
Nel basket di oggi, in compenso, il suo dinamismo le permette di poter giocare in più ruoli, non solo da play.
«Con le mie caratteristiche credo di poter difendere su tanti giocatori, di essere duttile, anche in allenamento marcavo tutti gli esterni indifferentemente, l’unico fuori taglia era Fontecchio».
Le sue qualità si sono viste anche nella Next Gen Cup. Dopo quella finale persa, puntavate allo scudetto di categoria?
«Diciamo che avevamo acquisito tanta fiducia, consapevolezza nei nostri mezzi e ci sarebbe piaciuto giocarcela fino in fondo».
Rimpianti?
«Ne parliamo spesso fra di noi, grazie alle videochiamate collettive che Menozzi ci organizza sempre, e il dispiacere è forte: ci rimarrà sempre questa amarezza».
Il prossimo step?
«L’esame di maturità. C’è ancora un po’ di incertezza ma sembra che riusciremo a farlo in presenza».
Le incertezze non riguardano solo gli esami, ma anche il basket.
«Sto seguendo. Leggo di società in difficoltà, non si capisce bene che campionati ci saranno, per quanto si dovrà giocare a porte chiuse».
Nella prossima stagione si vede a Reggio o in prestito altrove?
«Adesso è impossibile dirlo, ci sono troppe incertezze sui campionati, sugli assetti, sul mercato. Di certo la società farà la scelta migliore per tutti, ho piena fiducia». —
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