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«San Siro non è un monumento» Passo avanti per il nuovo stadio

Stefano Scacchi
«San Siro non è un monumento» Passo avanti per il nuovo stadio

Valore storico cancellato dalle modifiche per Italia ’90  

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Una mazzata per tutti i nostalgici. La Soprintendenza ai Beni culturali ha negato l’esistenza di un “vincolo culturale” su San Siro. È un’arma in più nelle mani di Inter e Milan nella trattativa con il Comune di Milano per la costruzione del nuovo stadio.

Secondo i difensori più agguerriti, l’attuale impianto non poteva essere abbattuto per la sua importanza storica. Palazzo Marino si era rivolto al ministero per avere un parere definitivo che è arrivato ieri. E non lascia appigli: «Le persistenze dello stadio originario del 1925-26 e dell’ampliamento del 1937-39 risultano del tutto residuali rispetto ai successivi interventi di adeguamento e ampliamento realizzati nella seconda metà del Novecento». In pratica, la porzione di San Siro che ha più di 70 anni (e potrebbe essere coperta da vincolo culturale) è già stata di fatto cancellata dalle modifiche successive, in particolare quella di Italia ’90 con il terzo anello, le torri e la maxi-copertura. Per Inter e Milan è un successo notevole.

Non cambierà l’attuale iter, perché i club hanno già presentato i nuovi progetti per “rifunzionalizzare” San Siro trasformandolo in una cittadella dello sport, come chiesto dalla maggioranza che appoggia la giunta Sala (non a caso, il sindaco nelle ultime dichiarazioni pubbliche è stato molto più disponibile). Ma è un via libera che spegne ogni resistenza a tenere in vita San Siro così come è adesso. E offre a Inter e Milan un vantaggio da spendere nella negoziazione decisiva, quella sulle volumetrie commerciali. Il Comune potrebbe spingersi oltre la soglia del Piano del governo del territorio, fissata a 0,35. Ma non vorrebbe andare oltre 0,50.

I club restano sullo 0,68 nel progetto originario. Si discuterà su ogni decimale. E da ieri c’è un argomento in meno a disposizione di chi vuole frenare il nuovo stadio e un investimento da 1,2 miliardi. —



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