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«A Codogno lo sport riparte grazie anche al baseball»

Aldo Spadoni
«A Codogno lo sport riparte grazie anche al baseball»

Il club lombardo affronterà la Palfinger nel campionato di serie B al via a giugno Il presidente Sello: «Difficoltà per tutti, Reggio può contare su un gran impianto»

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REGGIO emiliA

Con il baseball è ripartito lo sport di squadra anche a Codogno, a tre mesi dal primo caso di Coronavirus registrato nella cittadina lodigiana, quella salita alla cronaca mondiale per il paziente 1 a livello nazionale.

I Jaguars parteciperanno al campionato nazionale di serie B e saranno avversari proprio della Reggio Baseball Palfinger. Il presidente Giangiacomo Sello ci racconta come sono stati i tre mesi di chiusura totale.

«Sono stati tre mesi da incubo non solo per me e la mia società, ma per l’intero paese; siamo stati scioccati, e in molti momenti non ha certamente fatto piacere passare dalla normalità di tranquillità cittadina ad essere segnati come il focolaio di questa pandemia - spiega -. In realtà il primo caso ha fatto si che tutti puntassero il dito su Codogno, ma poi con il passare del tempo si è capito che le cose erano ben diverse, con un virus che circolava già da tempo non solo qui».

Come avete reagito?

«Dopo un primo momento di paura e di sbigottimento, io e i miei collaboratori, abbiamo pensato anche al futuro che poteva avere il baseball, da sempre radicatissimo nella nostra zona».

Il vostro club è rimasto colpito?

«Purtroppo anche noi abbiamo avuto un lutto in società, in quanto è deceduto uno dei nostri collaboratori, abitava a Piacenza ed era un volontario della Croce Rossa e questo è stato un altro dei tragici momenti passati».

Come siete rimasti connessi fra voi?

«In un città fantasma, abbiamo cercato di essere uniti, sentendoci con innumerevoli video-chiamate, mentre il nostro preparatore atletico programmava gli allenamenti, che sembra fortunatamente possiamo riprendere a piccoli gruppi di quattro».

Che messaggo vi è arrivato dalla federazione?

«Il segnale che il presidente federale Andrea Marcon ci ha inviato, affermando che si vede la luce in fondo al tunnel e che sarà bellissimo riprendere le nostre attività è stato un’iniezione di coraggio e fiducia. La Federazione ci è stata molto vicina, ha azzerato le tasse gara ed in più ci ha elargito 1000 euro per contribuire a sanificare e mettere in sicurezza l'impiantistica».

Come si vi siete attrezzati per iniziare il campionato ?

«Non solo per il campionato c’è l’obbligo di provare la temperatura corporea, sanificare e tenere la giusta distanza all’interno del dug-out, ma anche negli allenamenti, quindi ci siamo attrezzati al meglio».

In campionato sfiderete la Palfinger.

«Rispetto a Reggio siamo fortunati perché abbiamo trasferte più agevoli, loro saranno costretti a spostarsi in pullman, mentre noi a parte Fossano e Reggio Emilia, a Piacenza e Milano andremo in auto e pulmini sociali».

Ci saranno problematiche anche a livello economico?

«Certamente non sarà facile coprire le spese, anche se la FIBS ci aiuterà, il baseball ha grossi costi di gestione tra impianti, materiale e rimborsi spese, la dove ci saranno; ora ci sarà da non pensare a questa annata che viaggerà a ritmo ridotto, ma sarà da riprogrammare il 2021 come anno zero».

Che messaggio vuole trasmettere alla Reggio Baseball?

«Anche Reggio è stata colpita non poco dal Covid, ma la società è storicamente attrezzata e con un impianto stupendo, quindi penso che anche in questa stagione sarà una delle squadre favorite in un campionato con così poche gare; a giocatori e dirigenza faccio un vero in bocca al lupo come a tutte le nostre avversarie sperando che il campionato abbia inizio a metà giugno».



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