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l’intervista 

Enrico Violi: «Sono un medico che in carriera si è preso responsabilità più pesanti»

Massimo Sesena

Il responsabile dello staff medico  granata esclude di essere l’unico tra i suoi colleghi a spingere per ripartire: «Non è uno scherzo ma dobbiamo almeno provarci»

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Massimo Sesena / REGGIO EMILIA

C’è stato un momento in cui l’abbiamo persino immaginato, il povero dottor Violi, a subire il diktat della società che gli ha affidato la responsabilità dello staff medico della Reggiana. Colpa di quella vulgata, messa in giro da un agitatissimo presidente di Lega Pro, che all’indomani della sconfessione su tutta la linea subita dal presidente federale si aggira per i media come belva ferita agitando tutti gli spettri del mondo. E uno di questi spettri faceva più o meno così: tutti i medici delle società di Lega Pro sono contrari a ripartire. È chiaro che quel “tutti” ha un significato univoco nella lingua italiana. Talmente univoco da costringere il legale della Regiana a replicare per le rime con tanto di comunicato.

Intanto, però, attraverso la Gazzetta, Enrico Violi, si era già difeso brillantemente da solo senza i preziosi uffici dell’avvocato Eduardo Chiacchio. «Se non fossimo al telefono - ci spiega il dottor Violi - le farei vedere una chat, quella che raggruppa tutti i medici sportivi delle società che giocano nel girone della Reggiana. Vedrebbe, dal tenore della discussione che c’è sicuramente una posizione, maggioritaria non lo nego, che è piuttosto drastica rispetto alla applicazione dei protocolli sanitari che peraltro, rispetto a quando sono usciti sono stati modificati in più punti, diventando a mio avviso applicabili. Il punto - dice ancora Violi - è proprio questo. Nessuno dice che l’applicazione dei protocolli anti-Covid sia una passeggiata. Ma credo anche che le difficoltà facciano parte del nostro mestiere. Così come credo che rientri tra i nostri compiti di medici delle società sportive quello di prendersi delle responsabilità. Nella mia carriera di medico mi sono preso responsabilità più pesanti di queste. Eppoi - s’infervora il referente reggiano dei medici sportivi - se non ce le prendiamo noi queste responsabilità, chi se le deve prendere, il magazziniere?». In serata poi è arrivata la replica della Reggiana ai medici della associazione Lamica che avevano denunciato l’inapplicabilità dei protocolli ma soprattutto avevano paventato la contrarietà alla ripresa del campionato di ttutte le società di C e di tutti i medici di queste società: «La Reggio Audace - si legge nella nota- contesta fermamente le riportate dichiarazioni atteso che il responsabile sanitario della società non ha mai sottoscritto tale lettera. Anzi, con comunicato stampa si è dichiarato pronto ad avviare tutte le procedure necessarie al riguardo. Per quanto concerne i costi e le strutture alberghiere, il club ha già provveduto a disporre tutti i presidi medici necessari per il rispetto del vigente protocollo. Allo stesso modo ha preventivato i costi per eventuali ritiri forzati avendo la disponibilità del fabbisogno finanziario per tutte le evenienze». —

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