Seconda categoria tra testa e coda il girone D è un vero rompicapo
Mara Bianchini / REGGIO EMILIA
Tra le formazioni che attendono con trepidazione di conoscere come finiranno i campionati dei dilettanti, ci sono sicuramente le squadre fermate dal Coronavirus mentre stazionavano nella parte alta del girone D di Seconda Categoria. In questo girone c’è una particolarità che potrebbe mettere in dubbio il sistema di chiusura della stagione.
Quando il campionato si è interrotto lo Sporting Cavriago guidava la classifica con 33 punti, seguito da United Albinea a 32 e Progetto Montagna a 29, che però aveva disputato una partita in meno: l’ultima partita del girone d’andata, in calendario il 19 gennaio e poi rinviata. Chi doveva incontrare il Progetto Montagna? Il Plaza Football club che oggi è ultimo in classifica a 18 punti, a pari merito con il Cavriago, l’altra squadra del paese che è penultima, mentre il terzultimo posto è occupato dall’Atletico Bibbiano Canossa che di punti ne ha appena uno in più, 19.
«Non so quale tipo di soluzione si prenderà – spiega il direttore sportivo Gianluca Sbrocchi – perché nel caso la Federazione decidesse di utilizzare il metodo dei coefficienti dovrebbero togliere a tutti non tanto una partita ma l’ultima di andata e fare i conteggi, una procedura molto macchinosa. Noi speriamo che si emanino dei verdetti che promuovano le prime, stilino delle griglie di ripescaggio e chiudano le retrocessioni. Ma questa è una nostra speranza. Di certo è una situazione insolita che nessuno era pronto a gestire. Poi ci saranno comunque altri problemi come quello delle strutture che non è comunque un problema secondario. Il primario rimane la salute su questo non ci sono dubbi di alcun tipo». «Ci adegueremo senza problemi ad ogni decisione – aggiunge il dirigente dello United Albinea Massimo Tanferri – se saremo in Seconda giocheremo in Seconda, se dovessimo essere in Prima lo faremo. Stavamo facendo un buon lavoro eravamo a ridosso dello Sporting Cavriago ma è andata così. Ora dobbiamo pensare a ripartire e a farlo nel migliore dei modi in sicurezza. La salute viene prima di tutto. Credo che questa pandemia ci possa tornare utile per un bel ridimensionamento di questo sport e tornare a giocare per la maglia e non solo per il rimborso. Poi le incognite sono tantissime, dalle strutture, alle scuole calcio, ai settori giovanili. Senza contare che per molte squadre sarà difficile anche riscriversi e che la Federazione dovrà venire incontro alle società visto che la stagione non è stata completata». —
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