Alla Reggiana serviranno 600 tamponi e 360 test
In attesa che il Consiglio federale stabilisca le modalità della ripartenza in casa granata si fanno già i conti con le spese per rispettare i protocolli
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA
Una sfida nella sfida, due mesi e più a incrociare due risultati, quello del campo e quello... delle analisi.
Ecco cosa si prospetta per il calcio professionistico che si appresta a ripartire: una sorta di campionato parallelo a quello che si giocherà ogni tre giorni, un campionato che - per importanza - non è certo secondo a quello fatto di partite da 90 minuti più recupero tra due squadre che si danno battaglia a suon di gol.
Già perché il campionato delle provette e dei tamponi potrà sempre da un momento all’altro entrare a gambatesa nell’altro torneo, quello tradizionale e miliardario, quellio del calcio professionistico che va dalle star del calcio mondiale fino alla nostra serie C, da Cristiano Ronaldo e Stefano Scappini.
In casa granata la società deve ora attrezzarsi per dar seguito - quando sarà il momento - ai propositi che l’hanno spinta a chiedere a gran voce che si riaprisse il campionato. Se e come il campionato di serie C si riaprirà lo stabilirà il prossimo consiglio federale della Figc in programma giovedì. In quella riunione il Consiglio federale dovrà proporre al governo il protocollo definitivo per quello che riguarda il campionato (intendendo per campionato tutte le tre serie professionistiche). Un protocollo, questo, che è stato ed è continuamente oggetto di limature e compromessi, per quanto possa essere possibile trovare compromessi tra componenti politiche e componenti tecnico-scientifiche.
Quando verrà licenziato il protocollo si capirà anche che fine farà il campionato di serie C. Si riprenderà da dove era stato interrotto? O si allestiranno i playoff?
Invero, a seconda della strada che si deciderà di imboccare, la Reggiana dovrà cambiare strategie di allenamento. Ma cambieranno anche le modalità di adeguamento alla profilassi anti-Covid prevista dal protocollo sanitario.
Quel che non sembra destinato a cambiare è il ritmo della prima fase di ripresa, quella della preparazione. Un ritmo scandito da test sierologici e tamponi, ogni tre-quattro giorni. Dal primo giorno di ripresa fino a fine stagione. I calcoli, le stime a spanne li hanno già fatti: in via Brigata Reggio serviranno circa 360 test sierologici e 600 tamponi. Tutti esami di cui si farà carico la Reggiana, per una spesa che oggi è difficile da quantificare ma che comunque rischia di non essere inferiore ai 50mila euro. Un extrabudget che la dirigenza granata ha già messo in preventivo, assieme alle spese per la sanificazione degli ambienti d’allenamento. —
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