Gazzetta di Reggio

Sport

basket serie d 

Matteo Mariani Cerati ha deciso «Prenderò per mano il Nubilaria»

Riccardo Bellelli
Matteo Mariani Cerati ha deciso «Prenderò per mano il Nubilaria»

Dopo aver portato la formazione giovanile del Basket Novellara in serie D il figlio del presidente ha deciso di non cedere alle sirene della serie C

3 MINUTI DI LETTURA





Riccardo Bellelli / NOVELLARA

Buon sangue non mente e Matteo Mariani Cerati ha ricalcato a modo suo le orme del padre che è stato un grande protagonista della storia del basket a Novellara.

Tante qualità cestistiche Daniele Mariani Cerati le ha passate al figlio Matteo, un giocatore che molti vedrebbero bene in serie C con la prima squadra, ma non hanno fatto i conti con il diretto interessato e con il suo forte carattere: Matteo ringrazia per gli apprezzamenti ma lui ha deciso di intraprendere un percorso diverso vuole continuare ad essere un elemento centrale del basket del suo paese e restare al Nubilaria per far crescere altri talenti.

«Ho passato qualche anno in C ma lì mi sentivo uno dei tanti - spiega Matteo - e così ho preferito passare al Nubilaria in promozione dove sapevo di poter essere protagonista. Lì ho trovato più spazio, ho avuto la possibilità di esprimermi e diventare il giocatore di riferimento della squadra. I palloni importanti toccava a me giocarli e questo per la mia autostima è stato il massimo».

Lei è un riferimento per i compagni ma anche gli avversari riconoscono le sue qualità, tant’è che la indicavano come uno dei maggiori talenti del campionato. Questo come la fa sentire?

«Anche questa è una cosa che mi piace molto, il sapere che gli avversari mi giudicano il giocatore più pericoloso e che adattino le difese su di me. Non essendo io un giocatore egoista, mi permette di attrarre i difensori e scaricare la palla ai compagni liberi per far canestro».

Suo padre l’ha aiutata a crescere come giocatore?

«Mi ha dato dei preziosi consigli, soprattutto su come comportarmi all’interno della squadra, ma non mi è stato mai troppo addosso».

Parlando del Nubilaria che era all’esordio in D, come valuta i risultati ottenuti sul campo?

«Direi che è andata bene, il nostro obiettivo era la salvezza e siamo sempre stati sopra la zona play out. Il cambio di allenatore purtroppo ci ha un po’ condizionato. Eravamo partiti col 50% di vittorie avvicinandoci ai play off poi la partenza di Maurizio Perricone e le vicissitudini dello spogliatoio ci han fatto scendere in classifica».

Che differenze ha trovato tra la Promozione e la serie D?

«Il campionato di serie D è di livello sicuramente più alto. E quando penso a una maggiore qualità penso anche a un maggiore equilibrio rispetto alla promozione».

In che senso?

«In promozione giocavamo 4-5 partite equilibrate e le altre sapevamo di incontrare squadre decisamente inferiori. In serie D devi impegnarti davvero contro tutti, anche l’ultima squadra in classifica è ben organizzata. Non ci sono partite scontate».

Qualche analogia che invece ha trovato tra i due campionati?

«Quello che invece non è tanto diversa è la cattiveria agonistica. Se sei bravo, ti mettono le mani addosso in continuazione, cercano di farti innervosire, ti arrivano mazzolate sulle braccia ogni volta che entri e tu devi essere bravo a non perdere la calma. In serie C invece, pur essendoci intensità in difesa, il gioco è molto più tecnico».

Il Nubilaria è di fatto una giovanile del Novellara. Quanto pensa possa essere utile l’esperienza in questa categoria per i giovani che aspirano a salire in prima squadra?

«Già la Promozione era una occasione di crescita per i ragazzi, ma in serie D si alza l’asticella. Far fare pratica ai propri ragazzi in questa categoria è una lusso che poche società possono permettersi».

Non le piacerebbe tornare a giocare in serie C?

“Nella vita non sia sa mai, ma per ora sto benissimo al Nubilaria. Ho trovato il mio ambiente ideale. Volevo giocare con i miei amici, avere meno impegni legati agli allenamenti e poi mi diverto».

Come si immagina la squadra del prossimo anno? Pensa che qualche compagno lascerà per fare il salto di categoria?

«Penso che il roster sarà molto simile a quello attuale. Forse qualcuno sarà chiamato in C nel Novellara o proverà altre strade, ma saranno comunque altri ragazzi di Novellara a subentrare. Resteremo io e Bartoli come elementi esperti all’interno del gruppo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google