Matteo Mariani Cerati ha deciso «Prenderò per mano il Nubilaria»
Dopo aver portato la formazione giovanile del Basket Novellara in serie D il figlio del presidente ha deciso di non cedere alle sirene della serie C
Riccardo Bellelli / NOVELLARA
Buon sangue non mente e Matteo Mariani Cerati ha ricalcato a modo suo le orme del padre che è stato un grande protagonista della storia del basket a Novellara.
Tante qualità cestistiche Daniele Mariani Cerati le ha passate al figlio Matteo, un giocatore che molti vedrebbero bene in serie C con la prima squadra, ma non hanno fatto i conti con il diretto interessato e con il suo forte carattere: Matteo ringrazia per gli apprezzamenti ma lui ha deciso di intraprendere un percorso diverso vuole continuare ad essere un elemento centrale del basket del suo paese e restare al Nubilaria per far crescere altri talenti.
«Ho passato qualche anno in C ma lì mi sentivo uno dei tanti - spiega Matteo - e così ho preferito passare al Nubilaria in promozione dove sapevo di poter essere protagonista. Lì ho trovato più spazio, ho avuto la possibilità di esprimermi e diventare il giocatore di riferimento della squadra. I palloni importanti toccava a me giocarli e questo per la mia autostima è stato il massimo».
Lei è un riferimento per i compagni ma anche gli avversari riconoscono le sue qualità, tant’è che la indicavano come uno dei maggiori talenti del campionato. Questo come la fa sentire?
«Anche questa è una cosa che mi piace molto, il sapere che gli avversari mi giudicano il giocatore più pericoloso e che adattino le difese su di me. Non essendo io un giocatore egoista, mi permette di attrarre i difensori e scaricare la palla ai compagni liberi per far canestro».
Suo padre l’ha aiutata a crescere come giocatore?
«Mi ha dato dei preziosi consigli, soprattutto su come comportarmi all’interno della squadra, ma non mi è stato mai troppo addosso».
Parlando del Nubilaria che era all’esordio in D, come valuta i risultati ottenuti sul campo?
«Direi che è andata bene, il nostro obiettivo era la salvezza e siamo sempre stati sopra la zona play out. Il cambio di allenatore purtroppo ci ha un po’ condizionato. Eravamo partiti col 50% di vittorie avvicinandoci ai play off poi la partenza di Maurizio Perricone e le vicissitudini dello spogliatoio ci han fatto scendere in classifica».
Che differenze ha trovato tra la Promozione e la serie D?
«Il campionato di serie D è di livello sicuramente più alto. E quando penso a una maggiore qualità penso anche a un maggiore equilibrio rispetto alla promozione».
In che senso?
«In promozione giocavamo 4-5 partite equilibrate e le altre sapevamo di incontrare squadre decisamente inferiori. In serie D devi impegnarti davvero contro tutti, anche l’ultima squadra in classifica è ben organizzata. Non ci sono partite scontate».
Qualche analogia che invece ha trovato tra i due campionati?
«Quello che invece non è tanto diversa è la cattiveria agonistica. Se sei bravo, ti mettono le mani addosso in continuazione, cercano di farti innervosire, ti arrivano mazzolate sulle braccia ogni volta che entri e tu devi essere bravo a non perdere la calma. In serie C invece, pur essendoci intensità in difesa, il gioco è molto più tecnico».
Il Nubilaria è di fatto una giovanile del Novellara. Quanto pensa possa essere utile l’esperienza in questa categoria per i giovani che aspirano a salire in prima squadra?
«Già la Promozione era una occasione di crescita per i ragazzi, ma in serie D si alza l’asticella. Far fare pratica ai propri ragazzi in questa categoria è una lusso che poche società possono permettersi».
Non le piacerebbe tornare a giocare in serie C?
“Nella vita non sia sa mai, ma per ora sto benissimo al Nubilaria. Ho trovato il mio ambiente ideale. Volevo giocare con i miei amici, avere meno impegni legati agli allenamenti e poi mi diverto».
Come si immagina la squadra del prossimo anno? Pensa che qualche compagno lascerà per fare il salto di categoria?
«Penso che il roster sarà molto simile a quello attuale. Forse qualcuno sarà chiamato in C nel Novellara o proverà altre strade, ma saranno comunque altri ragazzi di Novellara a subentrare. Resteremo io e Bartoli come elementi esperti all’interno del gruppo». —
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