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Gene Gnocchi: "In serie C sarà dura ripartire"

Il comico e grandissimo appassionato di calcio Gene Gnocchi
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Il comico e grandissimo appassionato di calcio Gene Gnocchi

Il comico interviene sul tema rovente del mondo calcistico

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REGGIO EMILIA. «Io in campo in serie D? Dipende tutto dal mio procuratore Romano Ferretti, il Raiola della Bassa. Sentite da lui...». Il sasso è lanciato. Nello stagno un po’ depresso di un calcio dilettantistico a cui la pandemia ha portato via il pallone, irrompe l’utoironia di Gene Gnocchi che sui campi di calcio della nostra provincia era già famoso prima che la televisione s’accorgesse di lui. Ed era famoso come trequartista dai piedi buonissimi. Se lo ricordano ancora a Guastalla, Poviglio e Reggiolo. E se qualcuno ha la memoria corta ci pensa lui ricordare le sue gesta, e soprattutto a sottolineare che «per ripassare la serie D a me bastano 5 minuti... Nel senso che dopo 5 minuti chiedo il cambio e il mio contributo finisce lì». Battute a parte, Gene Gnocchi è davvero di casa da queste parti e il calcio dilettanti - almeno per quelle che sono state le sue squadre - lo segue. «So che la Bagnolese era prima con un gran margine di vantaggio e quindi dovrebbe essere promossa. Per contro non sarei contento se mi dicessero che siccome sono ultimo in classifica mi retrocedono anche se devo ancora giocare 10 partite. Ecco - dice Gnocchi - io quest’anno bloccherei quantomeno le retrocessioni, mi sembrerebbe il minimo».
Poi c’è il tema di come si riparte: «Io - dice Gnocchi - penso che quello che è accaduto e sta accadendo al mondo del calcio non abbia precedenti. Penso anche ai problemi economici che le società dilettantistiche andranno a incontrare».

Tra le vicende che lo hanno incuriosito e che sta seguendo con attenzione, il comico di Fidenza, c’è anche il destino del campionato di serie C e con esso quello della Reggiana.
«Credo che la società granata abbia fatto bene a far valere i propri diritti chiedendo che si tornasse in campo. Poi - dice il comico - altra cosa è ritenere praticabile la strada del ritorno in campo. Io credo che per la C sarà dura tornare in campo e rispettare tutte le nuove direttive per tutto il resto del campionato. E non è soltanto una questione di spese che pure non sono certo di poco conto. Penso anche a una questione di carattere quasi morale. Nel nostro Paese c’è gente che non riesce a fare un tampone e qua ci sono squadre che ne faranno a centinaia. No, al massimo in C si proveranno a disputare i playoff».

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