La bocciatura firmata da Vilson Poppi «Da lui solo chiacchiere»
L’INTERVISTA
LUCA CAVAZZONI
E' un Pietro Ferraboschi a ruota libera quello che spazia dalla stagione appena conclusa a causa del Coronavirus fino alla sua idea di come riformare i campionati, ma con l'allenatore originiario di Rubiera che evitando polemiche spiega la chiusura del capitolo Rolo e pensa già al futuro oltre Secchia al Real Formigine.
«Sono contrario a dare verdetti a tavolino - attacca mister Ferraboschi - è complicato parlare di promozioni e di retrocessioni quando in Eccellenza mancavano ancora dieci gare da giocare. Però in Federazione ci sono persone competenti, quindi tocca a loro prendere delle decisioni. Io posso solo dire che per quanto ha fatto, la Bagnolese merita di salire in Serie D. Ha una società che rispecchia la forte personalità del suo patron Isacco Manfredini, oltre ad un gruppo che rispecchia invece quella del suo capitano Riccardo Zampino».
Fatta questa introduzione, l'allenatore ex Rubierese, Formigine, SanMichelese e Bagnolese entra nel dettaglio dell'ultima annata a Rolo.
INVOLUZIONE MENTALE
«È stata una stagione altalenante, dove un po' tutti ci aspettavamo qualcosa in più. Eravamo partiti bene creando dell'entusiasmo, poi siamo incappati in un'involuzione mentale. Faticavamo a vincere in casa ma ci riuscivamo in trasferta, poi prima dello stop stavamo dimostrando di poter puntare a qualcosa tra il terzo ed il quinto posto. Ma come da sempre sono abituato a fare, mi prendo le mie responsabilità».
Dall'alto della sua esperienza, lo stesso Ferraboschi è pronto anche a sciorinare qualche ipotesi su come riformare i campionati dilettantistici. «In Eccellenza farei tre gironi da quattordici squadre, con meno spese e senza trasferte lontane. La prima sarebbe promossa, poi playoff per assegnare il secondo posto. In coda una retrocessione diretta, mentre l'altra attraverso un playout. Idem in Promozione, con sei gironi ma sempre da quattordici squadre».
VERSO FORMIGINE
Facendo un passo indietro, il suo addio al Rolo non è stato dei più teneri. Il presidente Vilson Poppi ha usato parole dure nei suoi confronti, ma la replica del diretto interessato getta acqua sul fuoco. «Sono d'accordo quando Poppi afferma che ognuno raccoglie quello che semina, ma io aggiungo anche che chi è causa del suo mal pianga se stesso. Se ripercorro i miei ultimi dieci anni tra Eccellenza e Serie D, quest'ultima annata a Rolo è stata quella dove sono stato messo in assoluto più in difficoltà sotto gli aspetti tecnici e strutturali riguardo il lavoro che dovevo svolgere. Comunque non abbiamo mai perso due gare di fila, così come non siamo mai stati negli ultimi sei posti. La mia mentalità vincente mi porta sempre a guardare chi posso raggiungere davanti, di certo non a guardare con paura chi mi sta dietro. Sono consapevole che se le cose vanno bene il merito è di tutti, ma se non vanno come ci si aspetta la colpa è dell'allenatore anche se gli errori non sono solo i suoi. Il più alto risultato nella storia del Rolo è il secondo posto in Eccellenza centrato con me, se allora non ci fossimo presentati senza Sarnelli e Pilia gli spareggi li avremmo vinti noi. Però io guardo già avanti, anzi anche questa stagione mi farà bene e mi servirà per crescere. E credetemi, da tempo avevo già deciso che a Rolo non sarei rimasto». Ed il futuro si chiama Real Formigine, piazza che ai tempi del “solo” Formigine l'ora rientrante Ferraboschi portò a vincere l'Eccellenza e poi a mantenere la Serie D.
«Qui ho avuto trascorsi importanti, i rapporti sono sempre rimasti ottimi. Vogliono tentare un campionato di vertice o comunque importante - svela Ferraboschi - ho accettato subito».—
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