Montecchio, tutto secondo copione ecco Simone Siligardi in panchina: «Convinto dal progetto societario»
MONTECCHIO
Di certo non è quello che si definisce un colpo di scena. In questi giorni chi ha seguito le vicende del Montecchio calcio poteva scommettere sul nuovo allenatore. Sapendo però che i bookmakers avrebbero pagato pochissimo, tanto era scontato il nome del successore di Voltolini.
A guidare il Montecchio nel prossimo campionato di Promozione sarà Simone Siligardi, che in giallorosso ritroverà subito Ivan Galaverna come direttore sportivo dopo che quest'ultimo lo scorso Febbraio rassegnò le dimissioni in totale contrasto con la scelta del patron del Brescello James Benelli di esonerare il tecnico ex Gavassa e Bagnolese e secondo di Ivano Vacondio alla Folgore Rubiera. «La presenza di Galaverna è stata determinante nella mia scelta - ammette Siligardi - trovare un accordo con lui è molto semplice. Inoltre è una persona molto competente, col quale si parla di calcio in maniera molto approfondita. Con lui un allenatore si deve preoccupare solamente di allenare, le sue dimissioni da Brescello sono state per me un gesto di coerenza raro da trovare».
Se l'effetto-Galaverna è stato decisivo nel convincere Siligardi, è altrettanto vero che anche l'intero contesto è stato importante.
«A Montecchio c'è voglia di pensare in modo straordinario, la società ha dimostrato entusiasmo e dispone di ottime strutture per poter lavorare. L'obiettivo stagionale sarà quello di consolidare la Promozione senza affanni. Poi l'anno successivo si cercherà il salto in Eccellenza, che nella propria storia finora non è mai riuscito».
Siligardi è reduce dal primo esonero della sua carriera, ma è comunque consapevole di essere stato sollevato dall'incarico mentre il Brescello era in piena sintonia con gli obiettivi prefissati. «Io non devo riscattare niente - sottolinea Siligardi - e neanche la squadra. Eravamo nettamente dentro ai piani stabiliti ed in semifinale di coppa, traguardo storico per la società. Gli obiettivi stagionali erano chiari, salire di categoria e poi consolidare l'Eccellenza in tre anni. Se poi chi ha potere decisionale cambia idea senza coinvolgere nessuno, allora non stiamo più parlando di calcio».
Infine, una curiosità: «Nel 1972 mio papà difendeva questi colori - rivela Siligardi - ora tocca a me rendere i montecchiesi fieri di questa maglia». —
L.CAV.
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